Chiesa di San Benedetto da Norcia

Chiesa di San Benedetto da Norcia

La chiesa di San Benedetto da Norcia è un edificio religioso cattolico che sorge nel comune di Angri, in provincia di Salerno. È la prima e più antica chiesa della città e attualmente si trova all’interno di un cortile privato, creato nella seconda metà del XX secolo. Sempre nella seconda metà del XX secolo la chiesa venne annessa parzialmente ad un’abitazione privata riconvertita poi in magazzino e successivamente, una parte di questo stabile venne adibito ad asilo nido, sulla strada dov’è ubicata la chiesa.

Secondo le fonti ufficiali, la chiesa risale al VII secolo Inoltre, prima dell’anno 800, fu presente nella zona limitrofa la borgata dei Casamabile o Casamaurese, fondata in maniera quasi coeva alla chiesa. Dagli archivi storici diocesani si sa solo che questa borgata si estendeva lungo la foce del Sarno ma, non si è riuscito a rintracciare esattamente né il nome esatto e né il luogo preciso dove si trovava. Nello stesso periodo della fondazione della chiesa arrivò anche un certo Ardingon e, secondo alcune fonti era normanno, il quale risiedette prima a Salerno (allora capitale del regno normanno in Italia del sud) e successivamente ad Angri, nei pressi della chiesa. Stando ad una parte di un documento, il n° XXXV-40 e del XXV, quest’ultimo della quinta edizione, del Codice Diplomatico Cavese, del marzo del 1042, dove viene indicato che la fondazione della chiesa venne effettuata durante l’anno 850, dopo che un terreno confinante con l’edificio venne fatto affittare dal suo proprietario di Roberto Mostazza figlio di Guglielmo Normanno ad un certo Pietro Ardingo. Si legge inoltre nel documento che questo appezzamento di terreno era chiamato Pratello (situato nel casale dei Giudici) e si trovava all’epoca in una zona boschiva (all’epoca non c’erano molte case nei paraggi), confinante con la parte occidentale della chiesa di San Benedetto da Norcia. Dopo tale insediamento da parte di Ardingon, al rione gli venne cambiato il nome con il suo, infatti tale borgo venne e si chiama tuttora borgo Ardinghi.

Secondo alcune fonti, la chiesa fu fondata dal prete Giovanni de Miro nell’anno 1081, e stette sotto il dominio spirituale dell’abbazia territoriale della Santissima Trinità di Cava de’ Tirreni fino al 1216 (nei registri dell’abbazia di Cava De’ Tirreni risulta fino al 1217). Un’altra notizia riguardante sempre il sacerdote Giovanni de Miro, indica che egli fondò nel 1181 (ovvero esattamente 100 anni dopo), sempre nella città di Angri, un’altra chiesa, dedicata però a sant’Angelo (san Michele arcangelo), che oggigiorno è l’attuale collegiata di san Giovanni Battista. Tali fonti non fanno chiarezza sul sacerdote fondatore di entrambe le chiese in un periodo di tempo così lungo, ma è molto probabile che entrambi i chierici fossero stati zio e nipote appartenenti a un medesimo casato della città e aventi anche lo stesso nome.

Nel 1308 si evince che nelle Rationes decimarum (in italiano Raccolta delle decime) descritte in un registro ecclesiale, un abate, un certo Simon Paganus, avesse un obbligo di un’oncia per alcune chiese dell’agro nocerino-sarnese, tra le quali compare anche la chiesa di San Benedetto da Norcia di Angri. Nella inquisitio castri Nucerie et eius casalium (in italiano Nocera, l’indagine del castello e dei suoi casali), in un suo documento del 1309, concernente un’indagine sulle proprietà dell’allora Nocera dei Pagani (l’attuale Nocera Inferiore) e delle città limitrofe, viene riportato che sempre l’abate Simon Paganus, per le chiese che egli sovrintendeva, doveva pagare 10 once, tra cui di nuovo anche la chiesa di San Benedetto di Angri.

Risultano delle notizie sbagliate pervenute fino ai giorni nostri, per quanto riguarda la data di fondazione della chiesa, la quale risalirebbe al 1401. In verità, in quell’anno essa non venne fondata, ma fu portata a rango di rettoria curata (poiché pur trovandosi in un territorio parrocchiale, non svolgeva funzioni di parrocchia e dipendeva dalla chiesa parrocchiale del luogo, ovvero la Santissima Annunziata di Angri, per quanto riguardava le questioni canoniche e le direttive pastorali).

Ancora un’altra fonte, vede il nascere della chiesa nel XV secolo per opera di un certo G.G. De Rinaldo e che la chiesa all’epoca fruttava 300 ducati l’anno.

Nel 1847 la sede parrocchiale della chiesa venne parzialmente trasferita alla chiesa della Santissima Annunziata di Angri. L’11 ottobre del 1986 la sede parrocchiale della chiesa venne definitivamente trasferita a quella della chiesa dell’Annunziata.

La chiesa sorge in uno dei due più antichi nuclei abitativi di Angri. Nel XX secolo venne creato un cortile privato e venne annessa parzialmente ad un’abitazione privata riconvertita poi in magazzino e successivamente, in una parte di questo stabile venne fondato un asilo nido che da sulla strada. La casa è inglobata alla chiesa nella sua parte sinistra mentre, nella parte destra, è stato aggiunto un piccolo cancello che porta alla zona posteriore della chiesa, dove prima del XVIII secolo sorgeva l’antico ingresso. Attualmente la chiesa non è visibile interamente dalla strada Ardinghi,[ del rione omonimo. Tale rione è insieme a via di Mezzo la seconda via più antica della città. Le dimensioni iniziali della chiesa inoltre, erano più piccole di come le si possono osservare oggi. La chiesa venne eretta inizialmente in puro stile gotico nel VIII secolo, successivamente in stile baracco durante i lavori della prima restaurazione di cui, anche la sua facciata è stata adattata al nuovo stile architettonico. Sulla facciata sono presenti 3 finestre di forma circolare, 2 poste ai lati e una in alto al portone d’ingresso, inoltre, presenta un piccolo campanile aggiunto nell’ultimo restauro sulla parte destra della facciata.

Nel cortile è presente sopra una fontana metallica, aggiunta durante l’ultimo restauro, un piccolo mosaico moderno, raffigurante una croce in un cerchio bianco. Sempre nel cortile antistante la chiesa e dopo essere stati fatti dei lavori di ampliamento, anche del cortile, è stato creato un sagrato ed è stata collocata una statua in metallo posta dirimpetto e nei pressi dell’ingresso del cortile dove essa è ubicata. Essa rappresenta san Benedetto da Norcia con la pastorale impugnata nella mano sinistra e con la destra in atto di benedizione verso il popolo che arriva in chiesa, per terra alla sua destra è presente un corvo su un libro che ha nel suo becco un pezzo di pane, sta a indicare un miracolo nel quale questo animale avvertì il santo del cibo avvelenato con cui il monaco Fiorenzo tentò di assassinarlo. Invece, sempre per terra, alla sua sinistra è presente una mitra poggiata su altri due libri appartenuta al santo. La mitra e i libri stanno a significare che egli fu anche vescovo della sua primitiva comunità fondata da lui stesso a Montecassino dove risiedette gran parte della sua vita. La statua è collocata di fronte all’ingresso e ha una lapide ferrea posta nella parte frontale del piedistallo, nella quale vi è scritto che il popolo di Angri ringrazia san Benedetto da Norcia per la sua protezione secolare. La statua è stata affissa durante il grande giubileo del 2000 coinciso sempre con i lavori di restaurazione dell’intera chiesa. Per ricordare l’evento, è stata apposta una lapide marmorea fuori dalla chiesa e una anche al suo interno, nelle quali si ricordano il monsignor. Bellino di Lieto e il vescovo Gioacchino Illiano come promotori dei lavori del restauro avvenuto in quegli anni, insieme al provveditorato regionale per le opere pubbliche e tutti i cittadini angresi che sostennero parte della cifra delle restaurazioni. Appena sopra la lapide è situata un supporto metallico per la piccola bandiera che viene aggiunta solo durante le festività del borgo e della ricorrenza della nascita di san Benedetto da Norcia. La bandiera che viene aggiunta al supporto metallico in tali occasioni è di colore giallo in alto e il nero in basso, aggiunti orizzontalmente e questi colori riproducono l’antico stemma della famiglia nobiliare normanna del rione omonimo degli Ardinghi.

Il portone d’ingresso della chiesa è fissato su delle pietre in bugnato di piperno. Attualmente la chiesa si trova in posizione sopraelevata rispetto a quella preesistente perché, vi si è costruito sopra. Inoltre, i resti della chiesa sono attualmente visibili da un vetro protettivo posto ai piedi di un’antica colonna presente al suo interno. L’interno dell’edificio si presenta con una ripartizione di tre navate nelle quali si possono ammirare ancora oggi le antiche colonne che reggevano il vecchio edificio e che ora sono inglobate all’interno delle nuove strutture architettoniche degli archi. Gli archi sono stati aggiunti durante l’ultimo restauro mentre, le antiche colonne che la reggevano erano quattro. Sempre durante l’ultimo restauro ne sono state aggiunte altre due di colonne, quelle visibili lungo il coro. Dopo il restauro del 2001, sotto la seconda colonna antica, alla destra dell’altare maggiore, è stato posto un doppio vetro protettivo con illuminazione azionabile in un interruttore li vicino, per permettere agli spettatori di poter osservare una piccola parte del sottosuolo e della colonna dell’antica chiesa. Nella navata di sinistra invece, sempre durante il restauro del 2001, è stata aggiunta una inferriata con all’interno un sotto piano per permettere anche qui agli ospiti della chiesa di poter osservare il sottosuolo dell’antico edificio. Va detto che l’ingresso della chiesa non si trovava ad ovest ma ad est, e durante gli ultimi lavori è stato anche chiuso definitivamente quello precedente ed aperto solo quello ad ovest. Infine, sempre con i lavori di restauro, sono state aggiunte lungo le colonne della navata e del coro, alcuni quadretti della Via Crucis, solo due sono stati aggiunti sulla parete destra e sinistra vicino dell’altare maggiore.

Nella zona del coro e dinanzi all’altare maggiore è stata aggiunta sempre nell’ultimo restauro una piastrella in mosaico colorato con all’interno una riproduzione della croce di san Benedetto, in sostituzione ad uno degli antichi tombini che davano accesso al putridarium (scolatoio), scoperto durante gli ultimi sopralluoghi. Esso serviva come luogo atto a contenere i cadaveri dei fedeli e dei chierici della parrocchia e al suo interno si sono trovate anche le ossa degli antichi abiti del luogo. La piastrella della croce di san Benedetto ha una scritta al suo interno in latino crux patris Benedicti (la croce del padre Benedetto). Intorno alla croce ci sono delle lettere C, S, P, B stanno a significare anche loro che quella è la croce del santo padre Benedetto e infine, lungo il cerchio che chiude la croce vi è un’altra scritta sempre in latino col motto dei monaci benedettini ora et labora (prega e lavora). Anche le statue della Madonna e di san Giuseppe presenti da secoli in chiesa sono state restaurate durante l’ultimo restauro. L’altare maggiore è fatto interamente di bugnato di piperno e si presenta con 3 pietre. È stato aggiunto nel 2001 in sostituzione del precedente inoltre, anche il tabernacolo è stato sostituito da uno nuovo e sempre dopo i lavori di restaurazione. Sopra la pala d’altare è presente una finestra rettangolare mentre, in fondo alla navata di sinistra e di destra sono presenti due finestre circolari. Sono state ristrutturate tutte e 3 nell’ultimo sopralluogo. In fondo alla navate di destra inoltre, c’è una piccola stanza della sagrestia dov’è presente una piccola finestra ed un bagno ristrutturati anch’essi durante gli ultimi lavori.

Quando la pala d’altare venne restaurata nel 2002, si è voluto ricordare tale evento e i suoi promotori, con una scritta incisa al disotto delle raffigurazioni, nella quale compaiono il nome del monsignor. Bellino di Lieto e di Jovane Orlando, oltre all’anno del restauro. Durante gli ultimi lavori, il soffitto interno è stato completamente rifatto e sono state collocate delle travi in legno a vista dove sono presenti 4 finestre rettangolari ristrutturate nell’ultimo restauro. Sono stati aggiunti nella navata alla sinistra dall’altare maggiore andando verso la porta d’ingresso e lungo le pareti, un quadro della Madonna di Pompei e una lapide con scritte in latino, la quale vuole ricordare il reverendissimo rettore della chiesa, il sacerdote Andrea S. Forino, che l’amministro durante il difficile anno del 1796 (anno dell’invasione delle truppe Napoleoniche nel regno di Napoli). Lungo la parete opposta, andando dall’altare maggiore vi sono il polittico, un altro quadro della Madonna che è quello delle Lacrime e un’altra lapide marmorea nella quale si ricordano anche qui, tutti coloro che contribuirono nel restauro della chiesa.

La più antica opera artistica custodita all’interno della chiesa è una pala d’altare attribuita al pittore italiano Cristoforo Scacco di Verona e datata l’anno 1503. La pala d’altare è stata dipinta sul muro ed è situata sopra l’altare maggiore della chiesa. La pala d’altare presente nell’abside venne poi chiamata col nome di Madonna della Provvidenza, dagli abitanti del rione Ardinghi, quando fu ultimata. Essa raffigura la Madonna seduta alla quale due angeli in miniatura gli pongono una corona reale sul suo capo e Gesù Bambino posto sulle sue ginocchia il quale quest’ultimo, tiene impugnato nella mano destra una palma e su una sua spalla vi è poggiato un cardellino. Alla loro destra sono raffigurati invece in piedi l’apostolo san Pietro avente tra le mani le chiavi del Regno dei Cieli e un libro rosso e san Giovanni Battista dopo, mentre a sinistra vi sono sempre in piedi. prima san Benedetto da Norcia avente nella mano destra una pastorale e un libro rosso nella sinistra e san Sebastiano martirizzato ad una colonna con delle frecce.

Nel XVI secolo venne realizzato dal maestro di san Benedetto da Angri un polittico. Oggi è stato affisso al muro su una tavola di sostegno sulla parete alla sinistra dell’altare maggiore della chiesa. Anche quest’opera è riprodotta ugualmente come la pala d’altare della chiesa ma con l’eccezione di piccole modifiche visive.

Nella navata alla destra dell’altare maggiore, è custodita in una nicchia e all’interno di una teca di vetro, una statua di dimensioni umane della Madonna, mentre nella navata alla sinistra dell’altare maggiore, vi è un’altra teca di vetro contenente la statua di san Giuseppe sempre di dimensioni umane, che tiene in braccio Gesù Bambino, entrambe le statue risalgono al XIX secolo.

Nella navata alla sinistra dell’altare maggiore, accanto alla lapide marmorea che ricorda l’anno 1796, è stato posto dopo il secondo restauro della chiesa, un dipinto della Madonna col Bambino fatto realizzato con la tecnica dell’olio su tela e attribuito al celebre artista locale Mario Carotenuto. Esso è datato inizio XXI secolo e rappresenta la Vergine Maria e il Bambino Gesù fra le sue braccia. Questo dipinto, è stato poi incorniciato nuovamente e sono stati incastonati dei filamenti di metallo di colore giallo e brillanti per creare due corone reali poste sul capo della Madonna e di Gesù, insieme a 4 stelle e poste sul capo della Vergine ed una collana fatta con la stessa tecnica. Al disotto di tale quadro, è stato posto anche un rosario di colore rosso di grosse dimensioni, avente uno stemma metallico, raffigurante la croce di san Benedetto da Norcia.

La chiesa venne fatta restaurare e ampliare una prima volta in stile barocco nel 1786 dalla nobile famiglia angrese De Filippis. Durante questi lavori di restauro vennero riscoperti sotto al pavimento delle opere artistiche. Sfortunatamente però, durante i lavori di restaurazione della chiesa, il polittico fu danneggiato nelle figure di san Giovanni Battista e di san Sebastiano.

 

Indirizzo

Indirizzo:

Via Ardinghi, 84012 Angri SA

GPS:

40.742804330980334, 14.577987573016378

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