Chiesa Natività della Beata Maria Vergine

Chiesa Natività della Beata Maria Vergine

La chiesa Natività della Beata Maria Vergine è l’attuale chiesa madre,  ed è situata su un’altura che domina la piazza principale del paese. La chiesa fu edificata nel 1608 nei pressi dell’allora Monastero di clausura di S. Elisabetta; la chiesa a tre navate presenta delle finestre solo sul lato sinistro proprio a causa del fatto che il lato destro venne costruito adiacente al Monastero di clausura.

La chiesa è stata più volte restaurata e modificata nel corso dei secoli, il più importante di questi interventi si ebbe nel 1862 ad opera del parroco Francesco Antico, che trasformò la base della chiesa a croce latina.

La chiesa fu gravemente danneggiata dal terremoto del 1980, è stata restaurata e riaperta al culto alla fine degli anni ’90.

Di particolare interesse sono il portale di bronzo (collocato dopo il restauro degli anni ’90 dello scultore Vincenzo Carucci) su cui sono raffigurate scene del vecchio e nuovo testamento nonché alcuni particolari della storia civile e religiosa della cittadina, il campanile con l’orologio e le sacre suppellettili custodite all’interno della chiesa tra le quali ricordiamo una tela ad olio raffigurante l’Immacolata Concezione ritenuta un’opera giovanile di Giovanni Battista Caracciolo detto il Battistello e datata in torno al 1607 circa, di qualche anno precedente, “La Madonna dei sette dolori” attribuito a tale Gianvincenzo Consolmagno, da Aquara e le statue di Santa Sinforosa e San Getulio che ne contengono le rispettive reliquie.

Santa Sinforosa e San Getulio (con i loro sette figli Crescente, Giuliano, Primitivo, Giustino, Statteo, Nemesio, ed Eugenio), martirizzati a Tivoli nell’ anno 120 d.c. sotto il dominio dell’ Imperatore Adriano.

Le loro reliquie furono donate da Papa Sisto IV al Principe Tommaso Filomarino, quale riconoscimentoper aver quest’ultimo vinto e scacciato i turchi nella battaglia d'”Otranto”. L’eveneto è ricordato da una lapide marmorea allocata nella Chiesa della Natività.Tra le grazie più significative della Santa protettrice, si ricordano.

Nel 1750, la liberazione della campagna dai bruchi divoratori (nella prima domenica di maggio, si fa memoria della grazia ricevuta con la “processione dello Scanno” al termine della quale, il parroco, dall’alto della rupe, benedice tutta la campagna con l’auspicio di buon raccolto)

Nel 1857, 16 dicembre, lo scampato pericolo ad un catastrofico terremoto che colpì il salernitano.

Nel 1904, prima domenica di maggio, la caduta improvvisa del “battacchio” dal campanile della Chiesa Madre, non procura alcun danno ai tantissimi fedeli che, sul sagrato della stessa, attendevano festanti l’uscita del Simulacro della Santa per per l’annuale processione dello Scanno.

 

Indirizzo

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Largo F.lli Del Giudice - Roccadaspide

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40.42690289999999, 15.1905594

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