Comune di Angri

Comune di Angri

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Il comune di Angri fa parte dell’Agro nocerino sarnese, immediatamente a ridosso dell’area vesuviana, e dei comuni che fanno parte della città metropolitana di Napoli. Insieme al comune di Scafati forma un’unica conurbazione con i comuni dell’hinterland napoletano. Il territorio comunale va dalla base dei monti Lattari al cuore della Valle del Sarno in una delle zone più fertili d’Italia.

Il clima è mite. La vicinanza del mare fa sì che vi sia un clima mediterraneo tipico del meridione italiano. La stagione invernale e quella estiva sono caratterizzate da clima umido e fresco. Spesso si presentano precipitazioni che possono durare fino a qualche settimana, poi le giornate diventano solari.

l primo nome usato anticamente per chiamare Angri fu Angra, che significava acqua appantanata, inoltre questo toponimo è ancora utilizzato in una zona antica della città, denominata Paludicella.

Secondo alcuni studiosi, il nome di Angri potrebbe derivare anche da altri termini antichi tra i quali figurano:

  • Anger: Ancra e Angara che indicavano fasce di terra coltivate lungo i fiumi;
  • Angarius: l’animale da traino o campestre;
  • Angarium: la stazione o officina di ferramenta e cambio dei cavalli;
  • Angrivari popolazioni germaniche delle pianure, ribellatesi a Cesare e più tardi ammesse a militare negli eserciti romani;

Nel Medioevo alla città venne cambiato nuovamente il nome, in Ancharia, nella lingua volgare locale dell’epoca, poiché tale nome si addiceva di più al luogo e voleva indicare la fertilità delle campagne e della vegetazione che, all’epoca, si estendevano dalle pendici dei monti Lattari fino alle sponde del fiume Sarno, dove si sviluppava. Infine il nome di Ancharia venne registrato e compare per la prima volta nel Codex Diplomaticus Cavensis (in italiano codice diplomatico Cavese) dell’856 e conservato nell’abbazia territoriale della Santissima Trinità di Cava de’ Tirreni.

Nei pressi della città di Nuceria Alfaterna (nota nel ventunesimo secolo come Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Angri e Sant’Antonio Abate), fu combattuta la battaglia dei Monti Lattari, anche conosciuta come battaglia del Vesuvio (poiché la prima fase della battaglia fu combattuta proprio su di esso), che si svolse nell’ottobre 552 durante la guerra gotica. Essa fu decisiva per la sconfitta dei Goti e l’affermazione dell’Impero romano d’oriente in Italia. La battaglia fu combattuta fra il generale dell’Impero Romano d’Oriente Narsete e l’ultimo re degli Ostrogoti Teia, il quale la perse e con essa anche la sua vita. Infine in una località nota come Pizzauto (Pozzo dei Goti) si dice che ci siano gli scheletri di alcuni soldati Goti, gettati lì, dai vincitori, ove è situata la Grancia di San Giacomo. Ad Angri inoltre, è stata intitolata una strada col nome de Goti in epoca moderna.

Nel 1290 il re Carlo II d’Angiò assegnò in feudo la Terra d’Angri a Pietro Braherio o de Braheriis.

Il 24 settembre 1421 la Terra d’Angri di fazione angioina, strenuamente difesa dal feudatario il conte Giovanni Zurolo (1382-1440) ligio a Luigi III d’Angiò, fu teatro di lotta dinastica tra angioini e aragonesi, cui dopo estenuanti assalti subì il cruente assedio da parte del capitano di ventura Andrea Forte Braccio da Montone al servizio di Alfonso V d’Aragona.

Tra settembre e ottobre del 1425, a seguito dell’intervento della regina Giovanna II d’Angiò-Durazzo, il feudo di Angri venne ripristinato a favore del feudatario il conte Giovanni Zurolo. Lo stesso signore feudale il 26 luglio 1436 fondò, su una preesistente chiesetta o cappella angioina (eretta da Carlo II d’Angiò nel 1288 ca.) con annesso ospizio della Carità della seconda metà del XIII secolo (vulgo Maria Vergine della Carità, vocatus della Pietà, poi Santa Maria Annunziata detta l’Annunziatella), la chiesa SS. Annunziata di Angri con attiguo ex monastero Domenicano.

Il 26 aprile del 1428, appellato come “il giorno del riscatto”, fu il periodo pedissequo ai precitati fatti del 1421-25. Questi gli eventi (1421-25, 1428-36) a cui è legata l’attuale manifestazione storica-rievocativa “Palio Storico Città di Angri”, patrocinata dal Comune di Angri, che si svolge nel mese di settembre di ogni anno.

Il suo maggiore fasto è riconducibile al XVII e al XVIII secolo, periodo in cui regnarono i principi Doria (1613-1806), che elevarono il feudo al rango di principato. I Doria detennero il feudo sino all’abolizione del feudalesimo. Fecero erigere numerosi monumenti ancora esistenti e visitabili. Di particolare interesse il castello di stile vanvitelliano, con logge sovrapposte a scale a tenaglia in pietra nera.

Dal 1806 al 1860 è stata capoluogo dell’omonimo circondario appartenente al Distretto di Salerno del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d’Italia è stata capoluogo dell’omonimo mandamento appartenente al Circondario di Salerno.

Con la creazione del comune di Pompei, Angri perse la frazione di Bagni in favore del comune di Scafati perché il comune di Scafati dovette cedere alcuni territori all’allora nascente comune di Pompei, in prossimità degli scavi archeologici. Angri ottenne però una nuova frazione, che era Sant’Egidio del Monte Albino ma la perse appena venne elevata al rango di comune autonomo.

Con la caduta del fascismo e la nascita della Repubblica Italiana Angri è diventata un comune autonomo.

Il Comune ha un proprio gonfalone e un proprio stemma, nella parte superiore tre monti di colore verde su sfondo azzurro, fascia mediana di colore grigio, parte inferiore di colore rosso, corona turrita sovrastante di colore oro, lo stemma è circondato da una corona intrecciata di foglie di leccio e rovere, alla base vi è la scritta “Universitas Terrae Angriae”.

 

Indirizzo

Indirizzo:

Piazza Crocifisso, 23 Angri (SA)

GPS:

40.742790858873, 14.568523650262

Telefono:
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