Comune di Albanella

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Il centro abitato di Albanella è posizionato a metà strada tra i Monti Alburni e il Golfo di Salerno su una collina che domina tutta la Piana del Sele. Il resto del territorio comunale si sviluppa in pianura o su altre piccole collinette comprese tra i fiumi Sele e Calore lucano a nord ed il Monte Soprano (1.082 m s.l.m.) a sud.

Le origini di Albanella si fanno risalire al IX secolo d.C. allorché alcuni profughi di Paestum, in seguito alle incursioni saracene, cercarono, risalendo le colline, insediamenti più sicuri.

Tuttavia, il ritrovamento di tombe finemente affrescate databili alla fine del IV sec. a.C., fanno pensare ad una frequentazione del territorio molto più assidua e stabile. Recentemente in località San Nicola sono stati rinvenuti i resti di un Santuario Epicorico. La tipologia di questo santuario extra-urbano e le caratteristiche del rituale, ivi compreso il seppellimento di statuine fittili e votive, rendono credibile l’ipotesi secondo la quale anche ad Albanella si venerasse il culto di Demetra e Kore, due divinità, madre e figlia, legate alla fertilità della campagna e alla fecondità femminile. Unica e isolata testimonianza locale di un santuario dedicato al culto di Demetra e Kore.

Anni fa sempre nella succitata località, durante una campagna di scavi diretta dal compianto Prof. Mario Napoli, soprintendente alle BB.AA. di Salerno, si rinvennero i resti di una fattoria databile III sec. a.C. e fu raccolta una moneta dell’Imperatore Aureliano (270 – 275 d.C.) testimonianza che la zona, forse, fu abitata fino alla tarda epoca della Roma Imperiale. Il medioevo tenne Albanella infeudata nel contesto delle vicende normanne che segnarono il regno di Sicilia. Nel 1231, durante l’età sveva, il nome di Albanella appare per la prima volta in un documento della cancelleria di Federico II Imperatore. In questo documento Albanella insieme ad altre baronie locali viene obbligata dall’imperatore a riparare e a mantenere il castello di Altavilla.

Il feudo di Albanella lo ritroviamo ancora nei registri Angioini che negli anni che seguirono fu assegnato a Petruggio Ruggio, a Roberto e poi a Bertrando Sanseverino ( per mano di re Ferrante D’Aragona), poi ancora a Lionetto figlio illegittimo di Bertrando e al cognato di Francesco Sforza Duca di Milano e infine a Roberto Ambrosio per intercessione del Papa.

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40.479860051154, 15.115619860327

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