Comune di Aquara

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Aquara è un borgo antichissimo, fondato dai Greci, come attestano Paolo Eterni nella “Descrizione della Valle di Diano ” e Scipione Mazzella nella “Descrizione del Principato Citeriore”, e fu proprio quest’ultimo a definire Aquara “buona terra”.Nei tempi antichi Aquara era fortificata: era cinta da una rocca, da mura e torri.

Secondo la leggenda sotto la rocca sorgeva lo steccato e poco distante la giostra dove, specialmente al tempo dei re aragonesi, i soldati e i giovani, con armi corte, si esercitavano a combattere.

Aquara, come ho premesso, fu una colonia greca e come tale, in origine, risentì dell’influsso, della dominazione e della cultura dei Greci stessi. E’ doveroso però ricordare che anche gli Etruschi, i Lucani ed i Sanniti, con i Greci stessi, siano stati i primi abitanti della provincia di Salerno dunque bisogna ammettere che anche Aquara sia stata assoggettata alla dominazione di questi popoli. La provincia di Salerno passò poi ai Romani, quindi si deve ritenere, anche in questa fase, che Aquara andò sotto il medesimo dominio.

Dopo le invasioni barbariche Aquara passò all’obbedienza dei Goti, poi ai Bizantini, ai Longobardi, ai Saraceni e, infine passò sotto il dominio Normanno.I feudatari di Aquara dai Normanni al Regno d’ItaliaL’ultimo principe longobardo di Salerno, Gisolfo, divise la provincia in contadi.

Nel 1076 Roberto Guiscardo ebbe il possesso di questi contadi; non si può affermare con certezza se Aquara fu feudo dello stesso Guiscardo della famiglia normanna oppure dei baroni, è sicuro, però che la Signoria di Aquara, nella prima metà del XII secolo, fu posseduta jure francorum da Guglielmo di Postiglione.Il feudo fu ereditato, successivamente, dal primogenito di Guglielmo detto Tancredi, conte di Lecce, e da questi passò alla figlia Alessandrina la quale sposò Pandolfo Fasanella, figlio di Adinolfo principe di Benevento, che ebbe il possesso del feudo maritali nomine.

Alla morte di Pandolfo, che non aveva avuto figli, la Regia Corte investì della baronia di Aquara la famiglia Mastrogiudice di Sorrento. Dai Mastrogiudice, Aquara, passò alla famiglia Cioffi di Salerno e da questa, nel 1305, ne entrò in possesso Raimondo Berengario, figlio di Carlo II d’Angiò, ma Berengario refutò il feudo al padre che ne investì Rainaldo Clignetti. Il 22 marzo 1417 la regina Giovanna II confermò a Tommaso Sanseverino, conte di Marsico, anche Padula e la baronia di Laurino, costituita dalle terre di Laurino, Castelluccia, Aquara e Magliano.Il re Alfonso d’Aragona, il 22 febbraio 1433, investì della contea di Capaccio Amerigo Sanseverino, il quale fu anche signore di Aquara. Amerigo ebbe dalla moglie Margherita Sanseverino tre figli: Gaspare, Antonello e Guglielmo.

Ad Amerigo Sanseverino successe il primogenito Gaspare che non ebbe figli, dunque alla sua morte il feudo di Aquara passò al fratello Antonello che pure rimase senza figli ed a questi successe il fratello Guglielmo nel 1476.Guglielmo, avendo partecipato alla congiura contro re Ferrante I d’Aragona, fu privato del dominio di Aquara e così il feudo, nel 1487, fu tenuto direttamente dalla Regia Corte.Il 15 agosto 1496 Guglielmo Sanseverino venne reintegrato da Federico d’Aragona, ma questi, ancora una volta, avendo preso le parti del re di Francia durante la divisione del Regno di Napoli, fu dichiarato ribelle da Ferdinando il Cattolico e gli furono confiscati tutti i suoi possedimenti.

Il 17 dicembre 1504 su proposta del gran capitano Gonzalo de Cordoba fu investito del titolo di Signore di Aquara il capo della disfida di Barletta Ettore Fieramosca da Capua, conte di Alessano e di Ottaviano. Successe ad Ettore Fieramosca il fratello Pietro Comite ed a questi nel 1536 il figlio Matteo. Alla morte di Matteo il feudo andò al suo primogenito Pietrantonio il quale vendette Aquara nel 1577 a Simone Piatto da Salerno. Nel 1580 Aquara passò a Giannandrea Piatto, figlio del detto Simone, che sposò la salernitana Beatrice de Ruggiero.

La Signoria di Aquara nel 1582 fu venduta da Giannandrea Piatto a Fabrizio Spinelli, figlio primogenito del principe dell’Oliveto e marchese di Vico. Il 1 Aprile 1598 Fabrizio Spinelli ottenne sul feudo di Aquara il titolo di duca; ad egli successe il 27 aprile 1607 il figlio Troiano e a costui Giuseppe Spinelli, suo primogenito, che fu il terzo duca di Aquara. Il figlio di Giuseppe Spinelli di nome Troiano premorì al padre il 19 giugno 1649 quindi successe al titolo di duca, il 2 dicembre 1701, il figlio del detto Troiano, chiamato anch’egli Giuseppe, rappresentato però, per la sua minore età, dalla madre Chiara Carafa. Raggiunta la maggiore età Giuseppe Spinelli tenne il ducato fino alla sua morte che avvenne il 15 dicembre 1764.A Giuseppe Spinelli successe il figlio Troiano il 22 dicembre 1764; egli fu il quinto duca di Aquara, eccelse in ogni scienza ed inoltre fu noto e stimato per i suoi pregiatissimi scritti. Con la dipartita di Troiano, avvenuta a Napoli il 1 dicembre 1777, il ducato andò in eredità al figlio Vincenzo, sesto duca di Aquara, e a costui successe il primogenito Luigi che ebbe due figli: Vincenzo e Troiano. Vincenzo ebbe il ducato di Laurino mentre il ducato di Aquara fu ereditato da Troiano il quale non ebbe figli perciò gli successe il nipote Vincenzo Spinelli che tenne il ducato fino all’abolizione della feudalità ed ottenne, con Regio decreto del 10 giugno 1911, il legale riconoscimento del titolo di duca di Aquara e Laurino, titoli che furono assunti, per anticipata successione, dalla figlia Ottavia, con diritto al marito Vincenzo Caracciolo di San Vito, di usarli maritali nomine.

Aquara ebbe l’Università autonoma fino alla sua elevazione a capoluogo di Comune .L’Università possedeva i diritti sull’acqua e sull’erbaggio ed inoltre, per locazione perpetua del barone, aveva la giurisdizione della bagliva e di dogana, cioè della piazza, cum magna jurisditione, con diritto di giudicare i furti minimi e il diritto di fida per gli animali dei forestieri in tutto il territorio; possedeva, inoltre, la giurisdizione della zecca, dei pesi e delle misure, il diritto di elevazione degli ufficiali e la giurisdizione della portolania .L’Università ebbe al tempo diverse controversie con i feudatari di Aquara: Giuseppe Spinelli spogliò l’Università del possesso delle sue giurisdizioni e le avocò alla sua curia, ma avendo l’Università presentato ricorso il 12 novembre 1645, in cui dimostrava la pienezza dei suoi diritti, il duca lo accettò e la lite si concluse. Sorse successivamente una nuova contesa, ma il duca passato a nuova vita lasciò per testamento una donazione all’Università di 500 ducati di cui il figlio ne diede soltanto 150.Con questi soldi l’Università costruì un ponte ed una strada.

Il 22 dicembre 1764 prese possesso del ducato di Aquara Troiano Spinelli e anch’egli cercò di spogliare l’Università degli usi civici sul bosco della Pantana.

L’antico emblema di Aquara è rappresentato da un’amazzone che tiene nelle mani due idre: con una mesce l’acqua, con l’altra porta l’iscrizione: Universitas aquarii

Tratto dal Libro di Federico Dorato “Aquara Buona Terra”

 

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40.4428133, 15.2532537

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