Comune di Battipaglia

Comune di Battipaglia

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Il comune di Battipaglia è noto per essere uno dei principali centri di produzione della mozzarella di bufala campana DOP, il territorio cittadino è tra le aree agricole maggiormente produttive della Piana del Sele – di cui costituisce altresì il maggior polo industriale oltreché snodo ferroviario.

L’ubicazione favorevole, caratterizzata dalla vicinanza al Mar Tirreno ed ai Monti di Eboli, ne favorì la colonizzazione ad opera di greci e romani, acquisendo però autonomia amministrativa solo in epoca recente, tra l’Ottocento e il Novecento. Proprio in ragione della posizione strategica, Battipaglia venne pesantemente bombardata dall’aviazione alleata nell’ambito dello sbarco a Salerno, cui ha fatto però da contraltare un poderoso incremento demografico-industriale nel secondo dopoguerra.

La città è situata ai margini settentrionali della Piana del Sele. Il territorio comunale è composto da una piccola parte collinare con un’altezza massima di circa 300 m s.l.m., occupata dalle propaggini occidentali dei Monti di Eboli, e per la restante parte dalla pianura alluvionale. Il principale corso d’acqua è il fiume Tusciano; nel territorio pianeggiante sono presenti diversi canali artificiali realizzati per la bonifica degli acquitrini e dei pozzi.

Il toponimo compare per la prima volta in un documento del 1080 di Roberto il Guiscardo, in cui l’allora Duca di Puglia e Calabria confermava il possesso dei terreni tra il Sele e il Tusciano alla Chiesa cattolica di Salerno.

Si ritiene generalmente che Battipaglia sia, sic et simpliciter, un’unione dei termini batti e paglia, a causa dell’attività di battitura del grano e della paglia posta in essere dai contadini in passato. Tuttavia, alcuni studiosi ipotizzano che il nome possa derivare da Baptipalla, che starebbe ad indicare un luogo consacrato alla divinità ctonia etrusca Voltumna.

Precedentemente compresa nei territori della Magna Grecia (stante la vicinanza all’insediamento di Poseidonia), l’area municipale, analogamente al resto della costa tirrenica meridionale, fu sede di insediamenti strategici durante le epoche tardo-repubblicana ed imperiale romane. Scavi archeologici hanno portato alla luce numerosi reperti risalenti probabilmente al III secolo a.C., appartenenti ad almeno due ville. Una di queste era situata nelle immediate vicinanze della costa (in località Spineta), verosimilmente parte di un più ampio complesso termale. L’altra, invece, era collocata internamente (nei pressi dell’odierno cimitero) e probabilmente fungeva da collegamento tra le colture di cereali nella pianura e le coltivazioni collinari di ulivi e vigneti.

Sebbene tre piccoli nuclei abitativi fossero già presenti sin dal XIII secolo (uno vicino al castello, uno vicino al Tusciano ed un altro vicino alla chiesa di San Mattia), l’abitato attuale nacque ufficialmente nel 1858 per volontà di Ferdinando II di Borbone, re delle Due Sicilie, come colonia agricola nel territorio comunale di Eboli. Il governo reale fece costruire le cosiddette “Comprese”, ossia 20 edifici per accogliere circa 120 famiglie di terremotati provenienti dalla Basilicata e dalla provincia di Principato Citeriore. L’età prevista per gli abitanti era compresa tra i 25 e i 40 anni, essendo richiesta inoltre una rigorosa condotta politica e religiosa, oltreché una costituzione consona al lavoro. Ai nuovi abitanti vennero forniti i mezzi necessari per incentivare l’agricoltura e la bonifica di questa porzione di Piana del Sele, così come programmato dal barone Giacomo Savarese, direttore generale delle bonifiche.

Grazie all’impegno di Alfonso Menna, dirigente degli affari generali del Comune di Salerno, Battipaglia divenne comune con il Regio Decreto n. 623 del 28 marzo 1929; il territorio comunale comprendeva parte del Comune di Eboli, ove era ubicato l’abitato di Battipaglia, e parte del territorio di Montecorvino Rovella, con la località Belvedere.

Il 1943 fu l’anno più doloroso nella storia di Battipaglia, considerato che violentissimi bombardamenti anglo-americani rasero quasi completamente al suolo la città. La stima ufficiale dei costi umani è di 117 vittime, ed anche per tale ragione, nel 2006, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito al Comune la Medaglia d’argento al merito civile. La distruzione della città negli attacchi aerei, che ebbero luogo dal 21 giugno 1943 al 14 settembre dello stesso anno, fu operata con i bombardieri statunitensi “Thunderbolt P-47”, volando a bassa quota e sganciando bombe a grappoli.

Nel 1943, il regista statunitense William Wyler, già Maggiore dell’Aviazione militare americana, documentò il tutto facendo montare le telecamere direttamente sui bombardieri in azione. I filmati documentaristici bellici del regista (tra l’altro autore, nel 1953, del film Vacanze romane) sono stati per anni coperti dal segreto militare ed ora giacciono nella Cineteca della Rai.

Essi documentano la tragedia della popolazione di Battipaglia e l’importanza strategica della città come nodo ferroviario, stradale ed aeroportuale, con l’aeroporto di Montecorvino che l’11 settembre 1943 era in mano americane e dopo due giorni tornava ai tedeschi per essere infine riconquistato dagli americani al termine di strenui combattimenti. Alcuni filmati sui cieli di Battipaglia sono inoltre presenti nel film dedicato agli squadroni dei terribili bombardieri, dal titolo che li richiama e montato tre anni dopo: Thunderbolt! (1946).

Distrutta quasi completamente dai bombardamenti del 1943, Battipaglia fu ricostruita in tempi brevi, grazie alla tenacia dei suoi abitanti e alle risorse del territorio. “Terra promessa”, cui affluirono sempre più numerose correnti migratorie dall’entroterra, conobbe un incredibile incremento demografico tra il 1951 e il 1960, superando più del doppio quello del vicino comune di Eboli (di cui era stata frazione). Da colonia agricola a comune rurale, a città nuova, nel 1960 Battipaglia divenne polo di sviluppo industriale. Alle tradizionali industrie di trasformazione dei prodotti agricoli, si affiancarono industrie siderurgiche e di apparecchiature elettriche a ciclo continuo.

Nel 1953, la città entrò nelle cronache italiane ed internazionali in seguito alla sparizione dell’allora sindaco in carica, il socialista (ed ex “qualunquista”) Lorenzo Rago, il quale non sarebbe stato più ritrovato. Secondo lo storico battipagliese Giovanni De Luna, è verosimile che dietro il misterioso rapimento ci possa essere stata la camorra locale[19], ma gli inquirenti non hanno reperito elementi decisivi per avvalorare l’ipotesi.

Il 9 aprile del 1969 si verificarono gravi incidenti in città, al diffondersi della notizia circa la decisione di chiudere due aziende storiche nei settori della manifattura dei tabacchi e della lavorazione dello zucchero. Per la città ciò equivaleva ad una vera e propria tragedia sociale, dal momento che una consistente fetta della popolazione ricavava i propri mezzi di sostentamento dal lavoro nelle fabbriche in questione, nonché nelle coltivazioni e nell’indotto; la chiusura avrebbe pertanto innescato una profonda crisi sociale ed occupazionale. Di conseguenza, vennero indette manifestazioni di protesta e cortei, che sfociarono in drammatici scontri con le forze dell’ordine quando l’assedio dei dimostranti mutò in attacco, e la polizia rispose sparando sulla folla. Al termine della giornata si contarono due morti: Carmine Citro, operaio tipografo di 19 anni; e Teresa Ricciardi, insegnante in una scuola media che era stata raggiunta al petto da una pallottola mentre era affacciata alla finestra di casa sua.

Le cariche della polizia si susseguirono per l’intero pomeriggio, contandosi in tutto circa 200 feriti (di cui 100 da arma da fuoco) fra i dimostranti e 100 tra i membri delle forze dell’ordine. Il giorno seguente la folla scese di nuovo in piazza, bloccando ferrovie, strade e autostrade, devastando la stazione, incendiando il municipio, dando fuoco a duecento auto, altresì assediando il commissariato di polizia e la caserma dei carabinieri. Giunta al Governo una notizia, rivelatasi infondata, relativa a ben 50 morti dovuti alle proteste, si decise di trovare un accordo per la riapertura delle due aziende, al fine di evitare ulteriori insurrezioni.

 

Indirizzo

Indirizzo:

Piazza A. Moro - 84091 - Battipaglia (SA)

GPS:

40.6078303, 14.9822861

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