Comune di Capaccio – Paestum

Comune di Capaccio – Paestum

Capaccio Paestum è un comune italiano della provincia di Salerno in Campania. Con decreto del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, datato 3 dicembre 2013, il comune ha ottenuto il titolo di città.

Il suo territorio si estende da ovest a est dal mar Tirreno al Monte Soprano e da nord a sud dal fiume Sele al fiume Solofrone.

Il paesaggio è caratterizzato, da ovest verso est, da una lunga linea di costa, con spiagge sabbiose larghe anche 80 metri, seguita da una fascia pinetata quindi da una vasta pianura, intensamente coltivata, che giunge fino alle pendici del gruppo montuoso, rientrante nel parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, dove sorge il nucleo storico del paese.

Salendo lungo la strada provinciale nº13 si incontra il santuario del Getsemani e, dopo pochi chilometri un bivio permette di raggiungere i ruderi di Capaccio Vecchio e la chiesa della Madonna del Granato posta sotto il Monte Calpazio. Continuando il percorso si giunge a Capaccio (il capoluogo), posto a 419 m s.l.m.

Capaccio è racchiuso in un piccolo altopiano sovrastato da est dal Monte Soprano e delimitato, da ovest in direzione di Agropoli, dal Monte Sottano. Da piazza Tempone a Capaccio Capoluogo si gode il panorama di tutta la pianura, di tutto il golfo di Salerno, della costiera amalfitana e dell’isola di Capri.

Da Capaccio capoluogo, scendendo la strada provinciale nº168, la cosiddetta Capaccio-Paestum, si raggiunge direttamente la zona archeologica di Paestum.

Nel territorio è ubicata l’area archeologica di Paestum, la città romana sorta sulla colonia greca di Poseidonia.

La zona archeologica di Paestum è uno dei principali parchi archeologici del mondo, dotato di un museo, ed è riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità. In essa si possono ammirare tre templi greci fra i meglio conservati del mondo. È anche caratterizzata dalla presenza di Via Magna Grecia, strada comunale che divide in due l’antica città di Paestum e spacca in due l’anfiteatro il quale risulta visibile solo per metà come tutta la città del resto che risulta evidentemente interrata e dalla presenza di numerose attività commerciali proprio all’interno della cinta muraria e numerose abitazioni che non rispettano i vincoli legali. Già negli anni 70 si denunciava la speculazione edilizia selvaggia come denuncia un documento dell’Istituto Luce datato 3 giugno 1971.

Elenco ufficiale delle borgate riconosciute dallo statuto comunale:

  • Capaccio Capoluogo, storico centro del territorio e sede del Municipio.
  • Paestum, abitanti 179, 22 m s.l.m.
  • Cafasso/Borgo Nuovo, l’abitato si sviluppa in zona pianeggiante a 17 m s.l.m. circa, fra la borgata Capaccio Scalo e l’area archeologica di Paestum. Nel 1963 è stata scoperta la necropoli del Gaudo comprendente sepolture che vanno dall’età del Bronzo all’epoca romana. In contrada Andreiuolo-Laghetto è stata rinvenuto un’altra necropoli con 800 tombe risalenti al VI secolo a.C.
  • Capaccio Scalo, è una borgata, vasto centro abitato del territorio comunale. L’abitato si sviluppa in zona pianeggiante a 22 m s.l.m. circa, fra le borgate Rettifilo/Vannulo, Cafasso/Borgo Nuovo, Laura, Gromola e la Strada statale 18 Tirrena Inferiore. Bagnato dal mar mediterraneo, spiaggia di sabbia finissima e chiara e mare cristallino. La frazione, a partire dal dopoguerra, si è notevolmente avvantaggiata del suo territorio pianeggiante e della sua posizione alla confluenza della Strada statale 166 degli Alburni con la Strada statale 18 Tirrena Inferiore, che collegano il Cilento con Salerno, rispetto al capoluogo che ha risentito della sua posizione più isolata. Capaccio Scalo è diventato il fulcro economico del territorio comunale, vista anche la sua vicinanza all’area archeologica di Paestum. Oltre alla presenza di numerose attività commerciali, Capaccio Scalo è dotata di una stazione ferroviaria sulla Ferrovia Tirrenica Meridionale, della sede del Consorzio bonifica di Paestum, di una caserma dei Carabinieri, del Comando di Polizia Locale del comune nonché la sede del municipio di Capaccio.
  • Scigliati
  • Capo di Fiume, il toponimo deriva dal latino Caput aquae in quanto nella zona si trova la sorgente di un corso d’acqua. L’abitato è situato in zona pianeggiante a 31 m s.l.m. circa, alle pendici del Monte Calpazio fra le borgate Rettifilo/Vannulo, Cafasso Borgo Nuovo, Spinazzo/Varco Cilentano e Vuccolo Maiorano. Al centro della sorgente sono ancora visibili i resti di un santuario databile al IV secolo a.C. dedicato ad una divinità femminile, si presume Demetra o Persefone. La colonna che s’intravede nella foto, oltre a rappresentare e testimoniare antiche civiltà passate, di fatto era anche diventata un simbolo contemporaneo e caratteristico di questa zona, spesso rappresentato in foto, cartoline e opere d’arte di pittori locali e non. Nel corso dell’anno 2014 è, purtroppo, crollata in acqua. Sempre nei pressi della sorgente si è rinvenuto un gruppo di tombe databili tra la fine del IX e gli inizi dell’VIII secolo a.C. che probabilmente fanno riferimento a un piccolo insediamento con aspetti culturali di matrice protoetrusca.
  • Gromola/Foce Sele, il nome deriva da grumo (gutrumulo in dialetto) cioè una collinetta formatasi a causa del gioco del fiume Sele e del mar Tirreno circa nel 75.000 a.C. Era una proprietà privata del Barone Bellelli al centro della quale sorge il Palazzo Vecchio ancora oggi esistente, il quale all’epoca disponeva già di acquedotto, energia elettrica e bar privato. L’antico Borgo costruito nel 1911 (Oggi Gromola Vecchia) comprende la Famosa bufalara e un gruppo di abitazioni e un tempo anche negozi e una Scuola Elementare. Con l’assalto latifondistico e l’assegnazione delle terre da parte della Riforma Fondiaria negli anni cinquanta del novecento furono costruiti 300 poderi, strade e canali di scolo, la collinetta fu parzialmente sbancata e al posto di essa fu realizzato un nuovo borgo con chiesa, negozi, bar, un piccolo studio medico ed un campo di calcio; il tutto fu inaugurato nel 1960 dal ministro dell’Agricoltura Mariano Rumor e dall’allora Sindaco di Capaccio Salvatore Paolino. Il ministro arrivò in elicottero atterrando nel campo sportivo fra lo stupore generale. Negli anni successivi furono realizzati acquedotti, elettrodotti, linee telefoniche ed una rete fognaria, quest’ultima completata nel 2010. L’abitato si sviluppa in zona pianeggiante a 13 m s.l.m. circa, fra la borgata Ponte Barizzo, il fiume Sele e il mare Tirreno. Presso la riva sinistra del fiume Sele è stata rinvenuta l’area archeologica dell’Heraion ed è stato realizzato in un edificio attiguo il Museo narrante del santuario di Hera Argiva alla foce del Sele.
  • Laura, La frazione occupa la fascia costiera del comune, per circa 5 km, dalla foce del fiume Sele alla località “ponte di ferro”. È caratterizzata da tre assi viari paralleli che corrono il primo lungo la costa, il secondo di fianco alla lussureggiante pineta ed il terzo più all’interno. Lo spazio tra la pineta e l’entroterra, negli ultimi decenni, è stato riempito di alberghi, resort, campeggi, ville e villini di ogni sorta. Le spiagge della frazione Laura furono interessate il 9 settembre 1943 dagli sbarchi delle forze alleate durante lo sbarco a Salerno. La stessa frazione Laura e la località di Paestum furono i primi centri abitati liberati dagli alleati durante le operazioni di sbarco. Ancora oggi, all’altezza dell’Hotel Laura, a circa 200 metri al largo, immergendosi, è visibile una porzione di un mezzo da sbarco alleato ormai quasi completamente ricoperto dalle sabbie del fondale marino.
  • Monticello (Capaccio), nucleo medievale della storica cittadina
    Ponte Barizzo, l’abitato si sviluppa in zona pianeggiante a 14 m s.l.m. circa, fra il fiume Sele e la borgata Capaccio Scalo, lungo la Strada statale 18 Tirrena Inferiore e le Strade provinciali 11 e 43. A Ponte Barizzo era attiva la “Stazione ferroviaria di Albanella”, dismessa a metà degli anni ’80 del XX secolo ed ora sede di un laboratorio di profumi[2]. Al momento la stazione ferroviaria più vicina è la “Stazione di Capaccio-Roccadaspide”, sulla linea ferroviaria Salerno-Reggio Calabria.
  • Rettifilo/Vannulo, L’abitato si sviluppa in zona pianeggiante a 31 m s.l.m. circa, fra le borgate Capaccio Scalo e Capo di Fiume, lungo la Strada statale 166 degli Alburni. La borgata grazie alla sua posizione favorevole, in pianura e lungo un asse viario di grande importanza, oltre che confinante con la sviluppatissima borgata di Capaccio Scalo, ha incrementato notevolmente negli ultimi anni sia la popolazione che la superficie edificata. Nel 1974, a seguito di scavi, è stata rinvenuta una necropoli di età lucana databile intorno al IV secolo a.C. comprendente 4 tombe dipinte, pertinenti a un piccolo insediamento rurale.
  • Spinazzo/Varco Cilentano, l’abitato si sviluppa in zona pianeggiante a 19 m s.l.m. circa, fra la borgata Torre/Licinella e il Monte Calpazio. Il territorio dall’epoca medievale è stato un feudo ed è appartenuto a diverse famiglie nobili fra cui i Sanseverino che nel 1466 lo vendettero ai Brancaccio e nel 1536 venne acquistato da Giovanni Michele Gomes. A seguito della Riforma agraria il latifondo venne suddiviso in poderi assegnati dapprima ad abitanti di Capaccio, ed in seguito acquistati da contadini provenienti da Pontecagnano Faiano. Il principale edificio storico del territorio è la Masseria Baronale, risalente al XVIII secolo. Realizzato su due livelli è dotato di una corte, una cappella in stile barocco, case coloniche, fienili e scuderie. Fra il 1972 e il 1973 è stata scoperta una necropoli lucana comprendente 180 tombe. In località Tempa del Prete, durante la campagna di scavi effettuata tra il 1953 e il 1968 è stata rinvenuta una necropoli, databile fra il V secolo a.C. e il IV secolo a.C., comprendente una superficie di 1,45 ha. Il rinvenimento più famoso fu la Tomba del Tuffatore.
  • Santa Venere, l’abitato si sviluppa in zona pianeggiante a 20 m s.l.m. circa, fra le borgate Torre/Licinella, Spinazzo/Varco Cilentano e l’area archeologica di Paestum. Fra il 1972 e il 1975 è stata scoperta una necropoli risalente al IV secolo a.C.
  • Seude, a 227 m s.l.m., sul Monte Calpazio, sono presenti le rovine di Capaccio Vecchio, un borgo medioevale raso al suolo dalle truppe di Federico II di Svevia a seguito della Congiura dei baroni. Dell’abitato, oltre alle rovine del Castello, l’unico edificio ricostruito è il Santuario Mariano Diocesano della Madonna del Granato.
  • Torre/Licinella, l’abitato si sviluppa in zona pianeggiante a 11 m s.l.m. circa, fra la borgata Santa Venere e l’area archeologica di Paestum. In prossimità del mare vi è la Torre di Paestum, una costruzione militare a tronco di cono terminante con una merlatura. L’interno è diviso in due ambienti sovrapposti raggiungibili attraverso una scala esterna. Al momento dello sbarco degli Alleati sulle coste di Paestum, durante lo sbarco a Salerno, i tedeschi avevano posizionato sulla sommità della torre una postazione di mitragliatrici, e solo per pura fortuna la torre non fu distrutta dai cannoneggiamenti navali. Sulla spiaggia denominata “Torre di Mare”, nei pressi di via Afrodite, è presente un bunker per la difesa costiera risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Il rifugio è formato da due costruzioni speculari ed insabbiate, dell’altezza di 3 metri e 10 di lunghezza, entrambe dotate di camera di combattimento e feritoia. Il bunker venne costruito nel corso dell’sbarco a Salerno, probabilmente dalla 222 div. costiera italiana. Fu successivamente occupato dai tedeschi che lo usarono per contrastare lo sbarco della Quinta Armata americana sbarcata sulla spiaggia di Paestum il 9 settembre 1943.
  • Vuccolo Maiorano, l’abitato si sviluppa in zona collinare a 57 m/slm circa, fra le borgate Capo di Fiume e Seude, lungo la Strada statale 166 degli Alburni.

Dato l’importante sito archeologico di Paestum, e l’adiacente spiaggia marina, gran parte dell’economia del comune si basa sul turismo, soprattutto nella stagione estiva e sull’agricoltura, noto è il carciofo di paestum i.g.p.. Molto importante è anche la produzione gastronomica, tra le cui specialità risalta la mozzarella di bufala, prodotta da numerosi caseifici e apprezzata ed esportata in tutto il mondo.

 

 

Indirizzo

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Via Vittorio Emanuele, 84047 Capaccio

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40.4227854, 15.0805023

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