Fiordo di Furore

Fiordo di Furore

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Furore è conosciuto per la sua zona abitata posizionata sulla costa a ridosso della marina di Furore conosciuta ai più come il Fiordo di Furore.

Il sistema geografico-fisico della Costiera Amalfitana è caratterizzato dalla presenza di elementi morfologici estremamente forti che ne segnano inequivocabilmente la struttura. Uno di questi è l’accentuata pendenza del costone roccioso che strapiomba a mare. Altri elementi sono i valloni, profonde crepe che attraversano la costa penetrando al suo interno.
I valloni che solcano la fascia costiera di Amalfi sono numerosi e, congiuntamente alla zona a forte pendenza, realizzano un complesso sistema geomorfologico che segna in maniera inequivocabile la forma complessiva del territorio e il tipo di insediamenti umani che si sono sviluppati nel tempo.

Nell’entroterra, immediatamente a ridosso della fascia costiera, si trovano zone ad andamento più regolare, parti con pendenza collinare e un altopiano più o meno pianeggiante.

Il vallone di Furore (o “Fiordo”) può essere considerato certamente uno degli elementi predominanti che segnano la struttura del paesaggio costiero. Il Fiordo è una profonda fenditura nella roccia, formata, in origine, da un torrente quasi sempre secco, lo Schiato, che scende a picco dal bordo dell’altopiano di Agerola. Le rocce a strapiombo, la vegetazione che s’aggrappa nelle fenditure delle pareti, i gruppi di case ricavate con tenacia nel suolo, il rumore delle onde che si infrangono contro gli anfratti della costa, il colore profondo del mare hanno reso il fiordo un episodio naturale ed antropico unico di grande suggestione.

Addentrandosi lungo il vallone si si incontrano suggestive scene in cui la natura e le opere degli uomini si integrano in particolari equilibri.

Un fiordo situato nel bel mezzo della Costa d’Amalfi è già di per sè una vertigine, capace di farti scoppiare dentro “l’assorta meraviglia dell’essere” tanto cara ad Alfonso Gatto.
Una fiaba suadente, da vivere almeno una volta nella vita, offerta a ciascun visitatore minimamente attento.

Il racconto comincia ascoltando la danza del mare, che qui trascende in un colloquio intimo e sensuale con la terra ed evoca, nel cuore del Mediterraneo, immagini di paesi del Nord, sprigionando la sua carica di seducente contraddizione.

L’acqua si insinua nella terra, quasi a fecondarla, con un rito che si ripete attimo dopo attimo fino all’eternità. Libera un sogno, che irrompe nella realtà e ne fa vacillare le certezze.
Qui, fra queste rupi discoscese, “pendenti sopra l’onde”, la natura va oltre i propri limiti e si spinge nella sfera del divino.
Qui, in questo ambiente omerico, puoi ritrovare te stesso. Puoi pensare i verbi all’infinito e non essere più ostaggio del tempo. Puoi scoprire il luogo dei tuoi desideri, dove è lecito osare ed è più facile sognare.

Il borgo marinaro, la vecchia cartiera, il mulino, la chiesetta nella roccia, le sclinatelle sfuggenti, il sentiero perduto nel bosco, il monazeno di Nannarella sono solo tenui tracce per intraprendere il tuo viaggio in questo mondo incantato, preso a prestito da una fiaba. Una fiaba che t’impedisce di restare ad aspettare una storia qualunque, perchè ti offre la più bella storia che tu possa immaginare.

 

Indirizzo

Indirizzo:

Fiordo di Furore

GPS:

40.61396, 14.55395

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