Frazioni di Campagna

Frazioni di Campagna

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Il paese di Campagna è diviso in quartieri, sorto intorno a quattro chiese parrocchiali, attraversato dal fiume Tenza e lambito a occidente dal fiume Atri.

  • San Bartolomeo il primo quartiere medievale sorto dopo l’anno mille, posto sulle pendici occidentali del colle Girolo con il Castello Gerione, sorto sotto l’amministrazione parrocchiale di San Bartolomeo.
  • Zappino il secondo quartiere sorto dopo l’anno mille, situato sull’isola dei fiumi Tenza e Atri, costruito intorno alla parrocchia del SS. Salvatore e Sant’Antonino.
  • Giudeca costruito tra le pendici meridionali del colle Girolo e il fiume Tenza, si erge intorno alla parrocchia di S. Maria della Pace nella Basilica Cattedrale.
  • Casalnuovo fa riferimento alla parrocchia della SS. Trinità, mentre fino agli anni 70 alla Chiesa della Concezione con l’attiguo ex complesso degli Osservanti (oggi ridotta in rudere, dopo l’abbattimento avvenuto nel 1987).

I rioni sono:

  • La Strada Nuova che lungo il Corso Vittorio Emanuele III, porta al Castagneto e in Via Trinità, e proseguendo lungo la Via Normanni, collega Casalnuovo, la Concezione, Ponte Dauli-Romanelle e Carriti, e lungo la strada interna dietro al Castello “Girone” che porta a San Leo/San Bartolomeo nord, che come una piccola arteria collega il Quartiere Zappino fino al bivio di Via Roma/Via Madonna delle Grazie.
  • Sant’Agostino, posto nel quartiere di Zappino, è costruito su una rupe a ridosso del fiume Atri.
  • Sant’Antonio appartiene alla parrocchia della Giudeca, è in realtà un borgo, posizionato fra il fiume Tenza e le propaggini meridionali del monte Ripa della Guardia.

Elenco delle frazioni come riportato nello Statuto del Comune di Campagna:

  • Camaldoli: Si sviluppa a 355 metri di altitudine, in zona collinare fra le propaggini meridionali del Monte Nero, il fiume Sele e il fiume Trigento. È attraversata dalla Strada statale 91 della Valle del Sele e dalla SP153. Denominata in origine S. Abbondio, prende nome da un cenobio camaldolese ivi edificato. Sorta probabilmente nel XVI secolo si è ulteriormente sviluppata con la costruzione della strada statale 91 della Valle del Sele, rendendola luogo di passaggio obbligatorio per i collegamenti fra Campagna e i comuni dell’alto Sele. A seguito del terremoto dell’Irpinia del 1980 ha subito una totale distruzione degli edifici civili e l’abbattimento della chiesa di Santa Maria Domenica edificata negli anni cinquanta. Eremo camaldolese di S. Maria Domenica: fondato nel XVI secolo dai camaldolesi di Napoli e dedicato a santa Maria Domenica, martire cristiana sotto Diocleziano uccisa, secondo la tradizione, nelle vicinanze. Il cenobio è composto da una cappella, dal soccorpo, da una foresteria e all’esterno presenta un’aia per la battitura del grano e due frantoi. La struttura, venduta dal demanio, è attualmente proprietà di un privato. Parrocchia-Santuario di Santa Maria Domenica: sorge sopra la medesima area della precedente chiesa risalente al 1950 e demolita in seguito al terremoto dell’80 e reca linee architettoniche contemporanee. L’edificio è a navata unica con un solo altare. Fu elevata a Parrocchia nel 1990 e nel 2014 è stata data in appartenenza alla parrocchia di Serradarce.
    Lungo la SS 91, in corrispondenza del ponte sul fiume Trigento sono ben visibili i ruderi di due antichi mulini ad acqua.
  • Galdo: L’abitato si sviluppa in zona pianeggiante, fra il Quadrivio, le località Pezzarotonda, Rufigliano e il fiume Tenza lungo la SP 38 e la SP 235. Il toponimo deriva dal termine germanico wald indicante la presenza di un bosco. L’abitato è nato presumibilmente alla fine del 1800[3] a seguito dell’importanza della SP 38 che collega la Strada statale 91 della Valle del Sele con la Strada statale 19 delle Calabrie. Tale provinciale 38, ha collegato Campagna e tutte le sue frazioni allo svincolo autostradale sulla A3 Salerno-Reggio Calabria (posto in località Rufigliano), alla zona di insediamenti artigianali e alla stazione di Campagna sulla linea Salerno-Potenza. Non presenta alcun luogo di interesse storico. Antiche fattorie presenti nelle vicinanze sono state demolite a seguito del terremoto dell’Irpinia del 1980.
  • Mattinelle: È situata in zona semi pianeggiante, fra le località Pezzarotonda, San Paolo e Ponte Barbieri, Galdo e la località Casarsa del Comune di Eboli. È attraversata da nord a sud dalla SP 234 che collega la Strada statale 91 della Valle del Sele, in località Pezzarotonda, con la Strada statale 19 delle Calabrie, in località San Paolo. L’abitato è come case sparse presumibilmente alla fine del 1800; ha avuto un incremento abitativo a seguito del terremoto dell’Irpinia del 1980. Con l’aumento della popolazione è stata costruita una scuola materna e una piccola chiesa con attigua una piazzetta. Non presenta alcun luogo di interesse storico. Antiche fattorie presenti nelle vicinanze sono state demolite a seguito del terremoto dell’Irpinia.
  • Puglietta: La frazione è situata ad est del capoluogo, a 352 metri sul livello del mare; e l’abitato si snoda lungo la SP 153 e la SP 253. Da Campagna dista circa 8 km, 5 da Quadrivio, circa 10 da Eboli e le località campagnesi più vicine sono Romandola-Madonna del Ponte, Serradarce, Camaldoli, San Zaccaria ed Oppidi-Varano. Sorta lungo la normanna via Antiquae, probabilmente in epoca medievale. In un documento del 1170 viene citata la chiesa di S. Maria di Pulea, termine che indica una “selva cedua” e successivamente in un documento del 1286 viene usato il termine “Pullecta”. Vi sorgeva anche una locale dogana del dazio. Nel cinquecento, Marco Fileta Filiuli, letterato e antiquario, rinvenne un cippo romano riportante la seguente dicitura: “NAIVS SVCCESSVS AUGUSTALIS NUCERIAE MARCIAE MERVAE CONIVGI ET SIBI CUM QVA VIXIT A.L III”. Venne posta sul Ponte di Piazza Guerriero a Campagna. La frazione sorge alle pendici dei Monti Picentini e del parco regionale omonimo, ed è circondata da un’area forestale di olivi. Percorrendo una mulattiera attraverso le località Arenola, Valledacera e Lauropiano è raggiungibile l’Eremo di San Michele di Montenero, piccolo cenobio benedettino contenuto nel cavo di un’altissima rupe posto a circa 1000 metri di altezza, sul versante occidentale del Monte Nero, nella catena dei Monti Picentini. Domina tutta la valle sottostante del Trigento ed è raggiungibile anche dalla località Avigliano attraverso un sentiero. Nei pressi dell’abitato sono ancora visibili tre casematte fatte costruire da Giuseppe Bonaparte nel 1807. I principali luoghi d’interesse del paese sono la Chiesa e le colline con gli uliveti. Nei pressi dell’attuale Chiesa di San Nicola da Tolentino esisteva una cappella di antico patronato privato. Dal 1943, l’allora Vescovo mons. Palatucci sentì la necessità di costruire una Chiesa che venisse incontro alle necessità spirituali dei suoi abitanti. L’erezione della parrocchia avvenne l’11 febbraio del 1958, ma la nuova Chiesa venne inaugurata nel 1963 da mons. Jolando Nuzzi. La chiesa, fortemente danneggiata dal terremoto del 1980, è stata di recente ristrutturata, per fortuna non sono andate perdute le belle pitture, opera dei campagnese Nino Aiello e Vito Acone, che ornano l’interno.
  • Quadrivio: l’abitato si sviluppa in zona collinare a 185 m/slm circa, fra le località Sant’Angelo, Pezzarotonda, la frazione Galdo e il vallone del fiume Tenza. Punto centrale della frazione è l’incrocio della Strada statale 91 della Valle del Sele con la Strada Provinciale 31 e la Strada Provinciale 38. Con circa 5.352 abitanti secondo l’ultimo censimento, è il più grande centro abitato del territorio comunale. La località originariamente era denominata Starza. Con la presenza del crocevia (SS91 con la SP31 e la SP38) ha assunto popolarmente il nome Quadrivio. Sorto negli anni cinquanta, si è sviluppato notevolmente in seguito al terremoto dell’Irpinia del 1980 ed è diventato un solo nucleo urbano con le località limitrofe di Piantito, Vetrale, Fravitole e Visciglito, oltre a Starza, ospitando una comunità eterogenea di abitanti provenienti dai comuni limitrofi. È allo studio, da parte dell’attuale amministrazione comunale, un nuovo nome da attribuire al centro abitato. Romandola-Madonna del Ponte: 144 abitanti, 176 m s.l.m. Non presenta alcun edificio storico o artistico ma nella prima metà degli anni 80 vi furono ritrovati reperti archeologici del IV-III secolo a.C. e negli anni 90 parte di una necropoli alla località Piantito, che hanno testimoniato la presenza di popolazioni autoctone con influssi greci. Fulcro economico dell’intero territorio comunale, presenta numerose attività commerciali con vendita al dettaglio (materiale edile, alimentare, abbigliamento), istituti bancari, due farmacie, due alberghi e numerosi uffici.
  • Santa Maria La Nova: posta alle pendici del Monte Ripalta lungo la SP 233 a 255 m, confina a ovest con la località Sant’Andrea del comune di Eboli (da cui è separata dal torrente Ausella), a est dalla località Sant’Angelo e a sud dalla località Ponte Barbieri. Prende nome dall’omonima abbazia ivi presente. Secondo storici locali, sorto nel 500 come Casale San Silvestro, quale luogo di origine di sant’Antonino abate. Acquisisce successivamente l’attuale denominazione vista l’importanza dell’abbazia. Come si evince da documenti storici del 1164, la località, in epoca longobarda, era attraversata dalla strada campanina, collegamento fra Eboli e Campagna, e presentava il castello de Pancia con la chiesa di Sant’Agata, entrambi già ruderi. In località Calli, nel XIII secolo sorse la chiesa di Santa Maria de Strata e nel XIV secolo divenne monastero benedettino. Per motivi imprecisati, nel secolo successivo venne totalmente abbandonato e oggi non rimangono neppure i ruderi. In una grotta del monte Sant’Eramo-Ripalta, era stato costruito l’eremo di San Giacomo degli Eremiti (documentato nel 1192). A seguito di una disputa interna ai monaci, alcuni lasciarono il cenobio e fondarono, sempre in località Calli, nel 1220, l’attuale chiesa di Santa Maria La Nova (definita Nova per distinguerla dall’omonima non molto distante). L’attuale abitato si è formato intorno ad essa; urbanisticamente, anche a seguito del terremoto dell’Irpinia del 1980 si è sviluppato tanto da unirsi alla contrada Santa Lucia (nella toponomastica ora è una strada) e alla località Sant’Andrea del comune di Eboli. Vi soggiornò San Francesco di Paola il 24 febbraio 1483, ospite dell’abate commendatario Luigi Guerriero, durante il suo storico viaggio per la Francia per non fare più ritorno nel regno di Napoli. Ex abbazia benedettina di Santa Maria La Nova. Fondata come chiesa nel 1220 dal monaco benedettino Pellegrino. Tra il 1241 e il 1249 fu eretta in abbazia benedettina. Il complesso conventuale attuale è composto da un chiostro d’ingresso (XIII secolo), la chiesa (XVIII secolo), un chiostro piccolo (XVI secolo), un vano scale (XVI secolo) e il refettorio con celle[3]. Secondo storici locali, vi studiò Antonino abate ma probabilmente, compì i suoi studi nella vicina Santa Maria de Strata o detta di Furano in quanto più antica. Eremo di Sant’Erasmo e San Giacomo degli eremiti. Chiesa-monastero benedettino, ormai rudere, posto in una grotta a 720 m di altitudine, sul versante orientale del monte Ripalta nei pressi del vallone Palmentara. Documentato a partire dal 1192.
  • Serradarce: Situata a 380 metri sul livello del mare, in zona collinosa alle pendici dei monti Picentini fre il vallone del fiume Acerra e la collina Sierro della croce, lungo la Strada statale 91 della Valle del Sele. Anche se nelle vicinanze sono stati rinvenuti numerosi reperti funerari di scarsa fattura, presumibilmente dell’età del bronzo, Serradarce è di origine recente. Chiamata Serra d’Arce in documenti ottocenteschi, deve il suo sviluppo urbanistico alla costruzione della “via del grano”. L’abitato cresce a seguito della costruzione della chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio nel 1852 e dell’annessa casa canonica ove nel 1870 viene istituita una scuola di lingua italiana e latina. Agli inizi del novecento vengono aperti un ufficio di stato civile, un ufficio postale ed una scuola elementare. Tutte queste attività e la stazione ferroviaria di Tuoro-Serradarce (ferrovia Salerno-Potenza) ne incrementano lo sviluppo. A seguito della costruzione della Salerno-Reggio Calabria, e nel 1960 della soppressione della stazione ferroviaria, ha perso tutti i vantaggi ed è caduta in declino. Unico edificio storico è la chiesa vecchia di Santa Maria del Buon Consiglio posta lungo la via che conduce alla località Basso dell’Olmo. Edificata nel 1852 per volere di una famiglia nobile del luogo, ha una forma rettangolare con una sola navata. Di interesse storico è una fontana pubblica posta vicino alla vecchia chiesa, risalente al 1929 e utilizzata in passato come lavatoio pubblico.

Altre località del territorio

  • Avigliano: abitato di modeste dimensioni (circa sessanta edifici), si è sviluppato alle pendici del Monte San Salvatore (1.073 m), nella Valle del Tenza ed è attraversato dalla SP31b. Rientra nel Parco regionale Monti Picentini. La storia dell’abitato è strettamente legata all’omonimo edificio religioso ivi ubicato e da cui prende nome la località. A seguito della costruzione della chiesa nel 1240 e alla successiva istituzione di un convento nel 1377, le aree boschive attigue furono parzialmente tagliate e destinate a coltivazioni irrigue. Gli edifici attualmente presenti sono databili a partire dal 1400 circa. Intorno al 1950 il tratturo che collegava Avigliano con Campagna venne trasformato nella Strada provinciale 31 che avrebbe dovuto collegarla con Acerno. I lavori, mai completati hanno permesso un minimo turismo grazie alla presenza di aree boschive e zone per pic-nic e dell’Oasi naturale del Monte Polveracchio. Con il terremoto dell’Irpinia del 1980, furono realizzate tre aree container in cui confluirono buona parte della popolazione di Campagna; attualmente le aree sono oggetto di una riqualificazione tendente a trasformarle in aree di sosta per camper.
  • Folcata: Si sviluppa a 255 metri di altitudine, in zona collinare fra le propaggini del colle Carapiglia e il fiume Tenza, fra gli abitati di Campagna e Romandola-Madonna del Ponte. È attraversata dalla SP 106. Comunemente chiamata “piazza d’Armi” dagli abitanti, è sorta a ridosso di un’area adibita a piazza d’armi dal distretto militare di Campagna nell’Ottocento. Con la soppressione del distretto, l’area fu trasformata in campo sportivo e ciò ne conseguì lo sviluppo della località. A seguito del terremoto dell’Irpinia del 1980 ha subito una parziale distruzione degli edifici civili e ha incrementato lo sviluppo urbano. Monastero di San Martino, convento cappuccino fondato nel XVI su uno sperone roccioso sovrastante il fiume Tenza, lungo la SP 106 in località Cappuccini, a ridosso dell’abitato. È costituito dall’edificio claustrale, da una chiesa a pianta rettangolare allungata e un sepolcreto. Ridotto a rudere, è attualmente in fase di restauro per essere destinato a sala polifunzionale.
  • Oppidi-Varano: Situata a 280 metri sul livello del mare, in zona collinare alle pendici dei monti Picentini fra la località Palazza (che la separa da Romandola-Madonna del Ponte, il vallone del fiume Acerra, che la separa da Serradarce, e la collina Colutri, lungo la Strada statale 91 della Valle del Sele. Citata da Melchiorre Guerriero nel 1500[3], secondo A.V. Rivelli, storico locale, la località era stata un accampamento romano. Secondo lo storico locale Niccolò De Nigris, il borgo sorse intorno ad una cappella dedicata a Sant’Oronzio, edificio non più esistente. Il borgo è cresciuto con la costruzione di una cappella e, ulteriormente con la costruzione della SS91. A seguito del sisma del 1980, durante alcuni scavi, sono stati rinvenuti reperti di fattura locale con influssi greci ed etruschi
  • San Paolo
  • San Zaccaria
  • Vallegrini
  • Petenzone
  • Romanelle
  • Varchera
  • Persano Scalo
  • Pezzarotonda
  • Ponte Barbieri
  • Rufigliano
  • Saginara
  • San Vito
  • Sant’Angelo
  • Tuoro

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