Magliano Nuovo

Magliano Nuovo

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Magliano Nuovo è una frazione di Magliano Vetere, in provincia di Salerno, in Campania.

Il paese è situato sulla cima di una montagna a circa 700 – 800 metri sul livello del mare. Il territorio del paese è ricco di boschi, percorsi naturalistici e grotte. Il comune è attraversato dal fiume Calore Lucano (passante per le gole del Calore), affluente del fiume Sele.

Il fiume Calore Lucano passa per il territorio del paese mediante una gola, visitabile attraverso un percorso che porta al vicino paese di Felitto. Fuori dalle gole il fiume forma anche un piccolo laghetto chiamato ”Pozzo di Raffaele”.

Le persone cominciarono ad abitare questo luogo già in epoca pre-romana, essendo in un punto stratetigico sulla cima di una montagna. La posizione strategica e dominante ha permesso di regolare i flussi migratori e gli scambi commerciali tra la costa e l’entroterra che, a sua volta, apriva l’accesso al Mezzogiorno d’Italia. Era tappa quindi obbligatoria passare per il valico della Preta Perciata per i viandanti che lasciavano il Cilento o per quelli che dovevano varcare i suoi confini.

Il nome “Magliano” (originariamente “Manlianus”) deriverebbe dal latino, e starebbe a significare “martello”.

Nel VI secolo fu costruito un castello ancora oggi in parte intatto. Il castello, inizialmente dei Goti, venne conquistato prima dai Longobardi, poi dai Normanni e infine dagli Angioini. Il castello venne poi acquistato prima dai Sanseverino, poi dai Carafa e infine dai Pasca.

Magliano divenne un centro importante e fortificato già nel VI d.c. per volere dei Goti, i quali erano interessati al controllo della strategica via di comunicazione che attraversava il territorio. Un successivo documento dell’anno 1008, in piena epoca longobarda, fa riferimento a Magliano quale importante punto strategico per il controllo del valico di Preta Perciata. Magliano fu considerato un centro importante non solo dai Goti e dai Longobardi ma in seguito anche dai Normanni, i quali, quando organizzarono l’amministrazione del territorio locale sotto la Baronia di Novi Velia, decisero che Magliano doveva essere la sede di uno dei quattro Stati in cui era ripartita la predetta Baronia.

Crearono quindi lo Stato di Magliano al quale aggregarono le università di Magliano Vetere, Capizzo, Stio e Gorga.

Nel 1230 l’imperatore Federico II ritenne che Magliano non dovesse essere più un suffeudo di Novi Velia e lo elevò al rango di feudo affidandone il governo di Teobaldo di Monteforte. Dopo la congiura dei Baroni del 1245 (cd. congiura di Capaccio) e la distruzione del castello di Capaccio, ove perì anche il Barone di Magliano, il governo di questo fu affidato dal re Manfredi ai fratelli De Fenicolo.

Nel 1271, con la venuta degli Angioini, che sconfissero gli Svevi, lo Stato di Magliano viene affidato a Francesco di Monteforte, figlio di Teobaldo. Durante la cosiddetta guerra del Vespro tra Angioini e Aragonesi, questi ultimi, invasero le terre di Magliano, trucidarono nobili e poveri.

Dal 1433 Magliano fu posseduta da Guglielmo Sanseverino, Conte di Capaccio; dal 1489 da Berlingieri Carrafa;

Nel 1669 il borgo di Magliano Vetere sarebbe stato bruciato per aver ospitato un brigante e i superstiti si sarebbero rifugiati nei pressi dell’antico castello costruito dai Goti dando vita al casale di Magliano Nuovo (da qui l’appellativo “Nuovo” nel nome del paese), per poi ricostruire tempo dopo l’antica Magliano Vetere.

Il passo della Preta Perciata svolse un ruolo importante nella storia di Magliano, questo luogo infatti era una via di collegamento tra la valle del fiume Calore e la valle del fiume Alento, ed era uno dei 14 valichi del Mezzogiorno con diritto di pedaggio dal 1074.

Nel 1800 nei territori adiacenti Magliano imperversava la banda borbonica capitanata da Giuseppe Tardio di Piaggine il quale, forte di un manipolo di circa 90 uomini la mattina del 3 giugno 1863 saccheggiò il vicino paese di Campora e all’alba del 4 giugno assalì i comuni di Stio e Gorga, confinanti col comune di Magliano. In seguito, verso le 11 di mattina, la banda mosse verso Magliano Nuovo. All’arrivo dei briganti la guardia nazionale posta a presidio del borgo si dileguò e Tardio e i suoi uomini furono liberi di saccheggiare il borgo di Palazzo Soccorso e istigare la popolazione alla lotta. Ma mentre Tardio si attardava a Magliano Nuovo, forse per ben saccheggiare la casa del barone Giovanbattista Pasca, la notizia dell’avvenimento si diffondeva nei paesi vicini mettendo in allarme le caserme dei Reali Carabinieri e il Comando di Linea della Guarnigione Piemontese di Vallo della Lucania.

Così dopo poche ore il borgo di Magliano Nuovo venne circondato da tre lati dai volontari della guardia nazionale di Magliano Vetere al comando di Fortunato Morra, dai Carabinieri di Gioi Cilento e dai militi della guardia nazionale di Stio, Gorga e Vallo della Lucania. Circondato da tre lati, a Tardio, come unica via di uscita, non rimase che la palude stretta tra i monti Ceglie, Faito e Chianiello che cercò disperatamente di raggiungere. Ma appena fuori dal casale il piccolo esercito di Tardio si trovò di fronte le guardie provenienti da Palazzo Soccorso (contrada della stessa Magliano) ed ebbe inizio una furibonda battaglia.

Ben presto alle guardie nazionali cominciarono ad arrivare rinforzi dai dintorni e la banda di Tardio incominciò ad avere la peggio. A Tardio e ai suoi sopravvissuti non rimase altro da fare che darsi alla fuga. Alcuni briganti vennero catturati, sommariamente processati e giustiziati, ma Tardio e alcuni suoi uomini riuscirono a dileguarsi in direzione di Sacco, per poi giungere a Corleto Monforte ove la banda si sciolse. L’episodio, è passato alla storia per la drammaticità del combattimento che vide contrapposti uomini provenienti dalle stesse comunità e perché, dopo le perdite subite a Magliano Nuovo, Giuseppe Tardio non riuscì più ad assalire interi paesi come aveva fatto fino ad allora.

L’ultimo barone di Magliano Nuovo fu Nicola Pasca, che possedette il castello fino all’eversione della feudalità.

Anche i monaci basiliani (come nei vicini paesi di Magliano Vetere e Capizzo) abitarono l’area.

Dell’antico convento di monaci basiliani, primo edificio costruito nel paese di Magliano prima dell’anno 1000 insieme alla chiesa di San Nicola (oggi scomparsa), rimane ancora la struttura ubicata vicino alla piazza principale del paese.

 

Indirizzo

Indirizzo:

Magliano Nuovo

GPS:

40.3368204, 15.2571491

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