Museo diocesano di Amalfi

Museo diocesano di Amalfi

Il Museo diocesano di Amalfi si trova accanto al duomo in salita Episcopio. Esso è parte integrante del complesso monumentale cattedralizio e l’accesso avviene attraverso il chiostro del Paradiso.

Inaugurato il 1º luglio 1995, conserva, valorizza e promuove la conoscenza di pregevoli reperti della storia religiosa della diocesi, proveniente dalla cattedrale di sant’Andrea apostolo e dal territorio diocesano. Il museo è allestito nella basilica del Crocifisso e nell’adiacente chiostro del Paradiso.

La basilica venne costruita nel IX secolo, probabilmente prima dell’833, sui resti di una chiesa paleocristiana del VI secolo e venne dedicata alla Madonna Assunta e ai santi Cosma e Damiano: entrambi gli edifici di culto svolsero consecutivamente la funzione di cattedrale.

Quando a partire dal 987 fu costruita la nuova cattedrale, le due chiese, entrambe a tre navate, furono unite e formarono così un’unica chiesa in stile romanico a sei navate (già dal 1176 l’attuale basilica del Crocifisso è menzionata come semplice navata della cattedrale). A partire dal 1266 le navate si ridussero a cinque a seguito dell’abbattimento della navata sinistra della chiesa più antica per consentire la costruzione del chiostro del Paradiso.

Nel periodo successivo alla controriforma, la chiesa, che nel frattempo era stata rivestita da marmi e da stucchi in stile barocco, tornò ad essere distinta rispetto alla cattedrale ed assunse l’attuale dedicazione al Santissimo Crocifisso a seguito della presenza di un crocifisso ligneo trecentesco sull’altare maggiore (ancora oggi il crocifisso si trova nell’abside).

La separazione delle due chiese causò alla basilica la perdita o comunque la riduzione della navata destra che prima fungeva da passaggio tra le due visto che su entrambi i lati del nuovo muro divisorio vennero realizzate cappelle.

A partire dal 1931 venne intrapreso un restauro in stile volto ad eliminare la veste seicentesca dell’edificio riportando così in evidenza parti della originaria struttura medievale.

In una nicchia che si apre nella parete sinistra della navata maggiore, a pavimento, si trova l’organo a canne Serassi opus 716, costruito nel 1871 per la cripta della cattedrale di Sant’Andrea; dispone di 16 registri ed è a trasmissione integralmente meccanica.

Il chiostro venne edificato tra il 1266 e il 1268 dall’arcivescovo Filippo Augustariccio (1258 – 1291 circa), come cimitero nobiliare ed infatti col termine paradiso nel medioevo si indicava proprio un luogo di sepoltura con chiostro circondato da un porticato vicino ad una importante chiesa (nello specifico il Duomo di Amalfi).

Dopo essere caduto pressoché in abbandono nel XVII secolo, venne restaurato nel 1908 ed aperto al pubblico.

Esso è costituito da un quadriportico con archi a sesto acuto intrecciati, tipici dell’arte arabo-normanna, e sorretti da sessanta coppie di colonnine binate con capitelli a stampella. Sul lato meridionale del portico sono presenti sei cappelle funerarie affrescate realizzate tra la fine del ‘200 e gli inizi del secolo successivo.

L’itinerario museale si sviluppa in quattro sezioni espositive:

Chiostro – Lungo le gallerie del chiostro, sono conservate opere provenienti dalla cattedrale, tra cui spiccano:

  • Sarcofago greco con Ratto di Proserpina (prima metà del II secolo d.C.).
  • Sarcofago romano con Nozze di Peleo e Teti (seconda metà del II secolo d.C.), riutilizzato in epoca alto medievale come tomba dell’arcivescovo Cesario de Alanio.
  • Resti degli amboni romanici (1174 – 1202) decorati con mosaici di scuola cosmatesca.

Dipinti murali – La sezione presenta, nel chiostro e nella Basilica, i dipinti murali ad affresco già precedentemente in loco, databili tra il XIII e il XIV secolo, raffiguranti:

  • nel chiostro: Crocifissione (seconda metà del XIII secolo), attribuita a Roberto d’Oderisio;
  • nella Basilica:sul lato destro, Madonna con Gesù Bambino di scuola senese;
  • sul lato sinistro, Storie della vita dei santi Cosma e Damiano e Storie della vita del beato Gerardo Sasso (XIII secolo), di anonimo pittore dell’ambito di Pietro Cavallini.

Tesoro del Duomo – Nell’aula dell’antica basilica sono esposti preziosi oggetti liturgici e paramenti sacri, appartenenti al Tesoro del Duomo, tra i quali si segnalano:

  • Mitria (ante 1297), in oro, argento, gemme, paste vitree perle e smalti, realizzata da una bottega orafa napoletana per san Ludovico, figlio di Carlo II di Napoli, divenuto vescovo di Tolosa.
  • Calice (XIV secolo) a base ottagonale, lavorato a cesello e decorato con gemme e pietre preziose.
  • Reliquiario a cassetta con la Sacra Manna (fine XIV – inizio XV secolo), in osso di bue sbiancato (così assume la trasparenza dell’avorio), opera della bottega degli Embriachi, proveniente dalla Cripta della Cattedrale.
  • Reliquiario a cassetta dei santi Cosma e Damiano con Scene della vita dei due Santi (fine XIV – inizio XV secolo), in osso di bue sbiancato, riferite alla bottega degli Embriachi.
  • Pace (XV secolo), in smalto e rame, entro la quale è una miniatura su pergamena con Annunciazione.
  • Madonna con Gesù Bambino (XV secolo), affresco.
  • Collare del Toson d’Oro (XVII secolo), composto da una maglia a placche d’oro figurate (fiordalisi, panoplie, immagini di sant’Andrea apostolo, ecc.) e culminante in un grande rubino, dal castone del quale pende il caratteristico simbolo del Vello di caprone: questa è la più importante onorificenza cattolica concessa dai sovrani di Spagna ai monarchi europei, spettante di diritto al Gran Maestro dell’Ordine di Malta, fondato dall’amalfitano beato Gerardo Sasso da Scala.
  • Croce pettorale (fine XVII – inizio XVIII secolo) in oro, smeraldi e brillanti.
  • Paliotto con Flagellazione e Crocifissione di sant’Andrea (1711), in argento, di bottega napoletana.
  • Portantina (XVIII secolo), in legno scolpito e dorato con pannelli in lacca nera, decorata a chinoiserie, realizzata a Macao per la Compagnia delle Indie.
  • Ostensorio (seconda metà del XVIII secolo), in argento dorato e paste vitree, di bottega napoletana.

Dipinti e le sculture – La sezione conserva pregevoli dipinti e sculture, tra i quali si notano:

  • Madonna con Gesù Bambino in trono (XIV secolo), affresco staccato, attribuito alla scuola senese.
  • Statua della Madonna con Gesù Bambino detta Madonna delle Grazie o Madonna dell’Idra (seconda metà del XIV secolo), in legno policromo, di scuola napoletana.
  • Bassorilievo con Madonna della Neve (seconda metà del XV secolo), in marmo, attribuito al celebre scultore Francesco Laurana.
  • Pala d’altare con Madonna con Gesù Bambino tra sant’Andrea e san Giacomo, detta Madonna del latte, sormontata da una cimasa con Compianto su Gesù Cristo morto (1505), dipinto su tavola dal cosiddetto Maestro del Duomo di Amalfi.
  • Lastra ad altorilievo con Madonna con Gesù Bambino in trono tra sant’Andrea e san Giovanni Battista (inizio del XVI secolo), in marmo, realizzato da uno scultore amalfitano utilizzando a rovescio una lastra, proveniente da un pluteo alto medievale (VIII secolo), decorato sul lato opposto con motivi geometrici.

Indirizzo

Indirizzo:

Piazza Duomo, 84011 Amalfi SA

GPS:

40.634331712515, 14.602613885248

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