Torri costiere e siti d’arte

Torri costiere e siti d’arte

Il sistema difensivo di Castellabate comprendeva diverse torri costiere, innalzate per avvistare le imbarcazioni saracene che si avvicinavano alla costa con l’intento di depredarla o conquistarla e offrire alle popolazioni locali una prima difesa da possibili invasori. Quella meglio conservata è la torre normanno-aragonese della “Pagliarola” o “Perrotti”, che accorpata a palazzo Perrotti domina la Marina Piccola di Santa Maria. Questa opera di origine medievale, ulteriormente potenziata nel 1570, aveva il compito di difendere gli scambi commerciali che avvenivano nel porticciolo “Travierso”. È costituita da una torre a pianta circolare, circondata da una torre più bassa di epoca successiva. Le più antiche, di cui restano visibili i ruderi, sono le torri angioine “di Tresino” (1277), collocata nei pressi di punta Tresino, e quella “di Licosa”, contemporanea alla precedente. Nel periodo 1567-69 fu costruita la torre “Cannitiello” detta anche “Mezzatorre”, presso Licosa, nel 1569 quella “di Ogliastro” o “di Ogliarola” nella punta di Ogliastro Marina, nel 1570 l’altra di avvistamento, posta sulla collina di Licosa e detta “Torricella” o torre “del Semaforo”. Dello stesso periodo, caratterizzato dalla presenza aragonese, è anche la torre “dei Zappini” nei pressi di punta Pagliarolo a Tresino. Alla fine del 1592 risale la torre “della Marina di Ogliastro”, detta anche “dell’Arena” o “delle Ripe Rosse”. Tali postazioni, situate in importanti punti strategici per perlustrare tutto il litorale, comunicavano con segnali di fumo o di fuoco tra loro e con l’abitato di colle Sant’Angelo, dove la popolazione in caso di assalto chiudeva le porte del paese e si rifugiava nel Castello dell’abate.

monumenti:

  • Monumento ai caduti: una statua di soldato che sovrasta l’elenco dei cittadini caduti nei conflitti mondiali, realizzato da Michele Guerrisi nel 1926 a piazza Lucia.
  • Monumento ai marinai: posto nel piazzale di punta dell’Inferno nel 2004.
  • Lapide commemorativa dei caduti del Velella: posta nel 2002 sul molo di punta Licosa, composta da un monumento circolare di bronzo raffigurante il sommergibile che affonda e l’elenco dei membri dell’equipaggio.
  • Lago artificiale con cascata: realizzato a piazza Madre Teresa di Calcutta.
  • Statua di san Costabile Gentilcore: collocata nel 2011 nel Castello dell’abate.
  • Statua del beato Simeone: posta nel 1989 nei pressi della basilica pontificia Santa Maria de Gulia.
  • Statue delle Madonne: poste a Marina Piccola, punta dell’Inferno, bivio Sant’Andrea, punta di Ogliastro, piazza Giovanni Paolo II e sul fondale marino di Santa Maria.
  • Croce luminosa: posta in piazza Giovanni Paolo II.
  • Bassorilievo bronzeo di monsignor Farina: posto nel 2010 alla base del campanile della basilica pontificia Santa Maria de Gulia in ricordo del parroco di Castellabate.
  • Grotta di Lourdes (riproduzione): sita a piazza Santa Rosa.
  • Targhe commemorative dedicate a Ruggero Leoncavallo (piazza 10 ottobre 1123), Francesco Matarazzo (palazzo Matarazzo), Luigi Guercio (piazza Luigi Guercio) e Gioacchino Murat (palazzo Perrotti)

siti archeologici:

  • Cava dei rocchi: la spiaggia sabbiosa di Lago ricopre in parte una cava del VI secolo a.C. scoperta nel 2010. Da tale sito i Greci Trezeni estraevano i rocchi: blocchi di pietra arenaria di forma cilindrica, utilizzati per comporre il fusto delle colonne. Con tali materiali furono costruiti i templi di Paestum.
  • Porto greco-romano: i resti di un approdo greco-romano a due moli del I secolo a.C. affiorano dalle acque di San Marco, in prossimità della struttura portuale moderna. Tale struttura, realizzata in opus caementicium su un fondo roccioso mediante casseformi lignee, è identificato come il porto di Erculia o Ercolam, il principale scalo di approvvigionamento per le imbarcazioni dirette al porto di Miseno nonché base militare o sito di appoggio per la flotta imperiale. Ad avvalorare questa ipotesi è il ritrovamento nelle acque antistanti il porto di San Marco negli anni sessanta di alcune ancore di piombo (risalenti tra il I e il II secolo) contraddistinte dalla scritta ter. Tale dicitura indica la tipologia di imbarcazione a cui le ancore erano destinate: le triremi.
  • Necropoli: San Marco è sede di una necropoli situata nei pressi della passeggiata che dal porto moderno conduce al Pozzillo. La necropoli raggiunge i 7000 metri quadrati e le sue 151 tombe si trovano quasi esclusivamente all’interno di suoli privati. I resti di quelle che spuntano dal suolo comunale sono state in parte cementificate per la realizzazione della passeggiata panoramica. In tale area venivano seppelliti i veterani della Classis Misenensis, morti nei naufragi, e la gente del luogo. La tumulazione avveniva in fosse poco profonde su un promontorio di arenaria con tutto il loro corredo funebre in parte recuperato. Durante gli scavi eseguiti nel 1983 fu ritrovata un’epigrafe funeraria, dedicata alla giovane figlia scomparsa e conservata nel Museo archeologico nazionale di Pontecagnano, che ha permesso di risalire al nome di un triarca, Antonius Priscus, comandante di una delle centinaia di triremi ancorate nel porto di Miseno. Sul posto sono state rinvenute inoltre diverse monete, monili e antichi cocci di vasellame, brocchetti, spilloni, lucerne, amuleti e vari oggetti magici contro il malocchio, come un campanello di bronzo che aveva lo scopo di scacciare gli spiriti maligni

Indirizzo

Indirizzo:

torretta Castellabate

GPS:

40.28484808602044, 14.945869359663403

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