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Territorio e Cucina

La città sorge sull’omonimo golfo del mar Tirreno, tra la costiera amalfitana (a ovest) e la piana del Sele (a sud est), nel punto in cui la valle dell’Irno si apre verso il mare.

Dal punto di vista orografico il territorio comunale è molto variegato, infatti si va dal livello del mare fino ad arrivare ai 953 metri del Monte Stella. L’abitato si sviluppa lungo la costa e si estende verso l’interno fino alle colline retrostanti.

La città è attraversata dal fiume Irno, che fino alla metà del secolo scorso ne segnava il confine orientale e da cui, probabilmente, deriva il suo nome. Altro corso d’acqua che scorre nel territorio comunale è il fiume Picentino, che ad oriente di Salerno separa la città stessa dalla confinante Pontecagnano Faiano. Nella città è presente anche un piccolo lago, il Lago di Brignano (“O fuoss ra cret” in vernacolo salernitano).

L’economia della città si basa, su diverse risorse, in particolare l’agricoltura e le attività terziarie (commercio, turismo, pubblica amministrazione, ecc.). Ma Salerno è anche la seconda città industriale della Campania, per carico e scarico merci nel porto salernitano, e può contare su una solida struttura industriale, che opera soprattutto nei settori tessile, abbigliamento, chimico, meccanico metallurgico e alimentare. Degna di nota è anche la produzione artigianale, tra cui spicca la ceramica artistica.

Il clima è tipicamente mediterraneo, con inverni miti e umidi ed estati moderatamente calde.

La conformazione orografica del territorio fa sì che la città sia spesso interessata dai venti. Le correnti provenienti da sud sud-ovest si scontrano con la barriera naturale dei monti Lattari che le convoglia nella valle dell’Irno; viceversa le correnti provenienti da nord si incanalano nella valle dell’Irno che funge da imbuto facendo convergere i venti sulla città. Il primo fenomeno genera venti di una certa intensità, soprattutto nel periodo tra estate e inverno; il secondo fenomeno è frequente durante l’inverno in coincidenza delle irruzioni d’aria fredda provenienti dai Balcani. Nella stagione invernale, le nevicate in città sono sporadiche. Episodi nevosi con accumulo, avvenuti recentemente, in tempi recenti sono gli ultimi due giorni del 2014 (30 e 31 dicembre), l’Epifania del 2017 (6 e 7 gennaio), il 26-27 febbraio 2018 e il 5 gennaio 2019, in quest’ultima occasione con il record storico di accumulo nivometrico nelle frazioni collinari di almeno 30 anni (7-10 cm). Le frazioni collinari, in ragione della loro maggiore altitudine rispetto al nucleo urbano cittadino, possono talvolta essere interessate da brinate o gelate, molto più sporadiche nel centro urbano stesso (ma non rare nelle diverse zone più fredde della parte orientale della città, anche vicino al mare, come nella zona di Sant’Eustachio, Torrione, Pastena, le colline di Giovi e la zona di Fuorni/area industriale).

La cucina a Salerno è un punto forte dell’intera città, differenziandosi per la sua semplicità e genuinità, offrendo molto spesso prodotti locali provenienti dal territorio.

I piatti tradizionali sono molto semplici e si basano sui sapori dei prodotti di mare e di terra che fanno da ingredienti. Tra le pietanze più note vi sono:

  • la milza ripiena, cucinata nell’aceto e servita soprattutto durante la festa patronale di San Matteo il 21 settembre;
  • le pennette all’Ogliarese, alle quali è dedicata una sagra estiva.
  • la mozzarella di bufala campana DOP con la sua famosa “zizzona di Battipaglia” dell’omonima località;
  • Il fior di latte di Tramonti (apprezzato dalla regina d’Italia, Margherita di Savoia, nel 1889, ha reso celebre l’omonima pizza);
  • gli spaghetti con la tipica colatura di alici del borgo marinaro di Cetara;
  • la pasta di Salerno (Salerno città, costiera amalfitana e costiera cilentana)
  • i ceci di Cicerale (legume antichissimo, coltivato da oltre 1000 anni a Cicerale, nella terra dei ceci);
  • il pomodoro di San Marzano dell’agro sarnese-nocerino DOP (da anni apprezzato in tutto il mondo per le sue caratteristiche);
  • il mallone di Bracigliano (piatto povero ottenuto con scarto delle rape, caccialepre, rosolaccio, carboncello e pane raffermo);
  • il sciusciello di Pellezzano (pane locale imbottito con sugna, pepe e pancetta, o nella variante di pancetta e formaggio filato);
  • il mascuotto di Bracigliano (pane di grano tostato preparato dai fornai locali secondo la tradizionale ricetta locale);
  • le alici in piattella alla salernitana (antico piatto povero della tradizione salernitana con alici piccole cucinate in poco olio

Per quanto riguarda la pasticceria, il dolce salernitano per eccellenza è la “scazzetta del Cardinale“, un pasticcino di pan di Spagna farcito di crema pasticcera e fragoline di bosco, ricoperto da una rossa glassa alla fragola che lo fa assomigliare al berretto di un cardinale. Il dolce ricotta e pera di Minori (mitica torta di ricotta e pere caramellate). Altri dolci sono: “o cazunciell di castagnaccio” (calzoncello), formato da due dischetti di pasta frolla con al centro crema di cioccolata e castagne aromatizzata con canditi, liquore e polvere di cacao; la sfogliatella Santa Rosa (la sfogliatella nasce nel XVIII secolo nel Conservatorio Santa Rosa da Lima, a Conca dei Marini); la delizia al limone Costa d’Amalfi (dolce tipico in tutta la costiera amalfitana); la crespella di Giffoni (uno dei dolci più antichi e più buoni dell’area picentina) con la rinomata Nocciola Tonda di Giffoni IGP ed il miele dei Monti Picentini.